1984: GEORGE ORWELL

1984 è un celebre romanzo di George Orwell, pseudonimo di Eric Arthur Blair (1903-1950), scrittore ampiamente apprezzato nel XX secolo.

DESCRIZIONE:  323 pagine

EDITORE: Mondadori, Oscar moderni edizione 2016

PREZZO DI COPERTINA: 14,00 euro

GENERE: fantascientifico, distopico.


TRAMA NO_SPOILER: Protagonista del romanzo è Winston Smith, un impiegato del Partito Esterno, che ha l’incarico di modificare gli articoli di giornale così da rendere i fatti come previsti dal Partito stesso, in modo tale da renderlo infallibile. In un ambiente dove regna un regime totalitario che ha pieno controllo sulla società, Smith nonostante mostri un atteggiamento di sottomissione e obbedienza al Partito nutre in sé la voglia di sconfiggerlo che si concretizza in lui quando viene a conoscenza di una confraternita che confabula contro il potere, e così, sostenuto dalla donna che ama e di cui è ricambiato, va alla ricerca della confraternita…

“La storia era un palinsesto che poteva essere raschiato e riscritto tutte le volte che si voleva. In nessun caso era possibile, una volta portata a termine l’opera, dimostrare che una qualsiasi falsificazione avesse avuto luogo (…) Tutto svaniva in un mondo fitto di ombre, nel quale diventava incerto perfino in che anno si fosse (…) Da qualche parte stavano i cervelli pensanti, rigorosamente anonimi che coordinavano il tutto e fissavano le linee politiche che imponevano di preservare, falsificare o distruggere un determinato frammento del passato.” (G. Orwell)

PARERE PERSONALE: Un romanzo che apre gli occhi e la mente lasciando l’immagine di una realtà alquanto desolata, arida di sentimenti e piena di odio, in cui soltanto l’odio porta alla liberazione ed al conforto tra esseri umani. Una società che potrebbe avvinghiarsi a quella attuale, camuffata in un finto libero arbitrio, in cui non si ha la consapevolezza che ogni scelta è portata da condizioni esterne talvolta indesiderate o forzate. Si pensi ad esempio alla tecnologia moderna, così presente nelle nostre vite, a cui affidiamo le nostre avventure e così capace di tradirci in qualsiasi momento…

“Un bel giorno il Partito avrebbe proclamato che due più due fa cinque, e voi avreste dovuto crederci. Era inevitabile che prima o poi succedesse, era nella logica stessa delle premesse su cui si basava il Partito. La visione del mondo che lo informava negava, tacitamente, non solo la validità dell’esperienza, ma l’esistenza stessa della realtà esterna.” 

Si pensi ancora a quanto le banalità della vita coinvolgano la massa più dei seri problemi che affliggono la società…

“Perché non erano capaci di gridare così anche per le cose veramente importanti? Scrisse: Finché non diverranno coscienti della loro forza, non si ribelleranno e, finché non si ribelleranno, non diverranno coscienti della loro forza.” 

E si pensi anche a quante parole, talvolta belle parole, annunciano grandi fatti di cui non si ha riscontro nella realtà. Quante false promesse…

“A parlare non era il suo cervello, ma la laringe. Quelle che gli uscivano di bocca erano parole, ma non si trattava di un discorso nel vero senso della parola, erano rumori emessi meccanicamente, come lo starnazzare di un’anatra.” 

Si pensi ancora, ad esempio, alle contraddizioni informative di cui ci riempiamo la testa ogni singolo giorno…

“A quanto pareva vi erano state anche manifestazioni di ringraziamento al Grande Fratello per aver aumentato la razione settimanale di cioccolato, portandola a venti grammi. Ma se appena ieri, pensò Winston, avevano annunciato che la razione di cioccolato doveva essere abbassata di venti grammi! Possibile che potessero mandare giù una balla simile a distanza di sole ventiquattr’ore? Sì, era possibile. Parsons se l’era bevuta tranquillamente, con la stupidità di un animale…quell’essere avrebbe snidato, denunciato e vaporizzato come una furia chiunque avesse fatto notare che fino alla settimana precedente la razione di cioccolato era stata di trenta grammi (…) Era quindi solo lui, Winston, a possedere una memoria?” 

La lettura di 1984 è stata intensa e ricca di emozioni contrastanti, mi aspettavo un linguaggio difficile ma è stato scorrevole nonostante la pesantezza degli argomenti ed ho amato la ricerca della libertà, della giustizia, della verità, e la continua speranza di trovare un essere umano, un umano che si ricordi ancora di essere umano.

Anche se…

“Sotto il castagno, chissà perché,

io ti ho venduto e tu hai venduto me:

sotto i suoi rami, alti e forti,

essi son defunti e noi siam morti”

Orwell vale davvero la pena di essere letto e vi lascerà incredibilmente pieni ma stranamente vuoti allo stesso tempo e  riesce a spalancare occhi e mente perché tante sono state le riflessioni che ha generato in me…

“La guerra è pace.

La libertà è schiavitù.

L’ignoranza è forza.”

…ed è anche forte il senso di smarrimento finale ma vi assicuro che vale davvero molto leggerlo perché per un mondo migliore bisogna avere la curiosità di conoscere, la voglia di imparare e il coraggio di cambiare, sempre nel rispetto di ogni vita…

Buona lettura amici lettori e ricordatevi soprattutto che:

leggere è salutare!

Mia V.

 

 

 

 

 

 

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