Intervista ad un lettore sul romanzo: Il fu Mattia Pascal

Amici lettori, bentornati, eccomi qui con l’intervista ad un lettore, sul romanzo “Il fu Mattia Pascal”.

Golconda, Magritte.

L’immagine che mi ispira è il quadro di Magritte, Golconda.

E voi? Avete in mente il romanzo da proporre e di cui volete esprimere un parere?

La nostra cara lettrice e scrittrice Paola Ciurcina ci ha proposto “Il fu Mattia Pascal” ed ecco che ha partecipato all’intervista, e voi? Cosa aspettate? Siete pronti?

Andiamo a leggere l’intervista di Paola, buona lettura! 😀

  1. Cosa ti ha spinto a leggere il romanzo “Il fu Mattia Pascal” di Luigi Pirandello? Ciò che mi ha spinto a leggere questo romanzo è stato il voler approfondire e conoscere appieno la scrittura e il pensiero letterario di Luigi Pirandello. Dopo aver studiato l’autore durante gli studi liceali e aver letto qualcuna delle sue celebri novelle, ho sentito la necessità di saperne di più e, tra tutti i suoi romanzi, ho deciso di accostarmi a quello che mi incuriosiva di più. 
  2. Se tu potessi parlare con un personaggio del “Il fu Mattia Pascal”, con chi parleresti? Perché? E cosa gli diresti? Anche se può sembrare scontato, mi piacerebbe parlare proprio con Adriano Meis. Non a caso ho detto Adriano Meis, proprio perché vorrei chiedergli principalmente due cose: come si vive “realmente” non facendo solo un taglio col passato, ma addirittura cancellandolo, arrivando a rinnegare il proprio nome che è l’emblema della nostra identità; e cosa è rimasto di Mattia in lui e se, in qualche modo, ha imparato ad amarlo per quello che è.
  3. Quale messaggio ti ha lasciato la lettura del romanzo? Cosa condividi e perché? Cosa cambieresti? Penso che il messaggio più importante lasciatomi dal romanzo, a prescindere dalle connotazioni filosofiche più importanti, sia che la vita (o il destino per i fatalisti o la Santa Provvidenza per i credenti) ti dà la possibilità di fuggire dalla tua gabbia e ricominciare, anche se le cicatrici di quella gabbia te le porti addosso per sempre. Condivido la concretezza che usa Pirandello, rende tutto veramente reale. Forse è sbagliato affermare di voler cambiare qualcosa, perché non si può cambiare un tassello di un puzzle perfetto, però se fossi stata al posto dello scrittore, avrei fatto ritornare Mattia ancor più “vittorioso”, per dare una lezione di vita a chi, in passato, gli avevano fatto del male.
  4. Se in questo momento potessi stringere la mano a Luigi Pirandello, e trascorrere con lui quindici minuti di conversazione, cosa gli diresti? Direi al maestro Pirandello che spesso mi sono sentita la protagonista delle sue opere, che, senza conoscermi, ha descritto la mia vita alla perfezione. Gli farei leggere qualcosa della mia scrittura, e sicuramente, scriverei per lui una poesia o una canzone. Gli chiederei cosa pensa di come è diventata la nostra umanità, ma già so la risposta: “Una grande pupazzata”.

Ringrazio tantissimo Paola Ciurcina per la sua collaborazione, è bellissimo condividere pareri, conoscersi, rendersi partecipi e vivere… bell’intervista, grazie!

E mi trovo in accordo sull’espressione “la grande pupazzata”…

Perché in fondo, molti sono i segreti che teniamo nascosti dentro… le nostre emozioni, i nostri pensieri… li rendiamo “realmente reali” ?

Non credo, non sempre…

“Pupi siamo, caro signor Fifì !”

 

 

 

 

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