Intervista ad un lettore sul romanzo: Il fu Mattia Pascal

Amici lettori, bentornati, eccomi qui con l’intervista ad un lettore, sul romanzo “Il fu Mattia Pascal”.

Golconda, Magritte.

L’immagine che mi ispira è il quadro di Magritte, Golconda.

E voi? Avete in mente il romanzo da proporre e di cui volete esprimere un parere?

La nostra cara lettrice e scrittrice Paola Ciurcina ci ha proposto “Il fu Mattia Pascal” ed ecco che ha partecipato all’intervista, e voi? Cosa aspettate? Siete pronti?

Andiamo a leggere l’intervista di Paola, buona lettura! 😀

  1. Cosa ti ha spinto a leggere il romanzo “Il fu Mattia Pascal” di Luigi Pirandello? Ciò che mi ha spinto a leggere questo romanzo è stato il voler approfondire e conoscere appieno la scrittura e il pensiero letterario di Luigi Pirandello. Dopo aver studiato l’autore durante gli studi liceali e aver letto qualcuna delle sue celebri novelle, ho sentito la necessità di saperne di più e, tra tutti i suoi romanzi, ho deciso di accostarmi a quello che mi incuriosiva di più. 
  2. Se tu potessi parlare con un personaggio del “Il fu Mattia Pascal”, con chi parleresti? Perché? E cosa gli diresti? Anche se può sembrare scontato, mi piacerebbe parlare proprio con Adriano Meis. Non a caso ho detto Adriano Meis, proprio perché vorrei chiedergli principalmente due cose: come si vive “realmente” non facendo solo un taglio col passato, ma addirittura cancellandolo, arrivando a rinnegare il proprio nome che è l’emblema della nostra identità; e cosa è rimasto di Mattia in lui e se, in qualche modo, ha imparato ad amarlo per quello che è.
  3. Quale messaggio ti ha lasciato la lettura del romanzo? Cosa condividi e perché? Cosa cambieresti? Penso che il messaggio più importante lasciatomi dal romanzo, a prescindere dalle connotazioni filosofiche più importanti, sia che la vita (o il destino per i fatalisti o la Santa Provvidenza per i credenti) ti dà la possibilità di fuggire dalla tua gabbia e ricominciare, anche se le cicatrici di quella gabbia te le porti addosso per sempre. Condivido la concretezza che usa Pirandello, rende tutto veramente reale. Forse è sbagliato affermare di voler cambiare qualcosa, perché non si può cambiare un tassello di un puzzle perfetto, però se fossi stata al posto dello scrittore, avrei fatto ritornare Mattia ancor più “vittorioso”, per dare una lezione di vita a chi, in passato, gli avevano fatto del male.
  4. Se in questo momento potessi stringere la mano a Luigi Pirandello, e trascorrere con lui quindici minuti di conversazione, cosa gli diresti? Direi al maestro Pirandello che spesso mi sono sentita la protagonista delle sue opere, che, senza conoscermi, ha descritto la mia vita alla perfezione. Gli farei leggere qualcosa della mia scrittura, e sicuramente, scriverei per lui una poesia o una canzone. Gli chiederei cosa pensa di come è diventata la nostra umanità, ma già so la risposta: “Una grande pupazzata”.

Ringrazio tantissimo Paola Ciurcina per la sua collaborazione, è bellissimo condividere pareri, conoscersi, rendersi partecipi e vivere… bell’intervista, grazie!

E mi trovo in accordo sull’espressione “la grande pupazzata”…

Perché in fondo, molti sono i segreti che teniamo nascosti dentro… le nostre emozioni, i nostri pensieri… li rendiamo “realmente reali” ?

Non credo, non sempre…

“Pupi siamo, caro signor Fifì !”

 

 

 

 

Il fu Mattia Pascal, Luigi Pirandello

Amici lettori, bentrovati! 😀 Il romanzo che vi propongo, consigliato dalla lettrice, poetessa e scrittrice, Paola Ciurcina è “Il fu Mattia Pascal” di Luigi Pirandello.

 

Chi è Luigi Pirandello? Un grande, grandissimo scrittore.

Luigi Pirandello nasce il 28 Giugno 1867 nei pressi di Agrigento, in una villa detta il “Caos”.  Con la famiglia si trasferisce a Palermo dove termina gli studi classici; si reca a Roma, presso uno zio, e qui frequenta l’università ma dopo un litigio con un professore decide di abbandonare gli studi e si trasferisce a Bonn. Il 21 Marzo del 1891 si laurea e poi decide di tornare in Italia, a Roma dove inizia ad avere contatti con il mondo culturale. Si sposa ed ha tre figli. Fonda il giornale letterario “Ariel” e intanto inizia la sua attività di romanziere e commediografo che lo porteranno alla scalata verso il successo.  Ricordiamo i suoi più grandi successi: L’esclusa, Liolà, Così è (se vi pare), Il berretto a sonagli, Il gioco delle parti, Sei personaggi in cerca di autore, Uno nessuno e centomila, Il fu Mattia Pascal…

Luigi Pirandello ebbe una vita molto intensa fatta di viaggi culturali…

Il 10 Dicembre 1934 ricevette a Stoccolma il premio Nobel per la letteratura.

Morì due anni dopo in seguito ad una polmonite.

“Le anime hanno un loro particolar modo d’intendersi, d’entrare in intimità, fino a darsi del tu, mentre le nostre persone sono tuttavia impacciate nel commercio delle parole comuni, nella schiavitù delle esigenze sociali.” 

(Luigi Pirandello)

Il romanzo “Il fu Mattia Pascal” narra la storia di Mattia Pascal cresciuto a Miragno, un piccolo paesino della Riviera Ligure ed orfano di padre (dall’età di quattro anni). Mattia da adulto, senza soldi e con un futuro incerto sposa la donna di cui si è invaghita e dalla quale aspetta un figlio. Non è soddisfatto della sua vita da bibliotecario, del suo matrimonio, ed è vittima di una suocera invadente, sempre più inviperita nei suoi confronti e così si ritrova a vivere momenti difficili. Il destino è crudele e si accanisce contro lui, perde la figlioletta tragicamente e poco dopo anche la madre…

Insoddisfatto e deluso vuole cambiare vita, così scappa, viene attratto dal casinò, gioca con la fortuna e pare che stavolta gli sorrida, vince un bel gruzzoletto… allora ritorna ma scopre che un uomo si è suicidato e in lui hanno identificato Mattia Pascal !

Con l’idea che ormai tutti lo credono morto decide di netto di cambiare vita…

E voi? Vorreste cambiare la vostra vita? Io sì, vorrei soprattutto andare via da questo paese, sentirmi libera da paure e ansia, libera da tutto e tutti…

Con Il fu Mattia Pascal, Pirandello vuole rappresentare una piccola parte dell’umanità, quella più rappresentativa ed espone le sue teorie sulla vita e sull’uomo. Romanzo filosofico che affronta molti temi, dal destino, il gioco, la libertà, la solitudine, la morte a quello più evidente: l’identità. Vi sono inoltre molte riflessioni sulla società in continua evoluzione.

Messaggio dell’autore è che non si può vivere senza “Stato Civile” perché noi siamo non come vorremmo ma come le regole della società ci impongono di essere. Infatti Mattia Pascal, personaggio complesso, cercando di liberarsi dalle regole imposte dalla società capisce che vivere fuori da essa equivale a non vivere.

Ed è così che vi lascio con questa canzone, che tanto mi fa pensare a questo romanzo…

Buona lettura e buon ascolto! 😀

Passaggi di Vita, Giuseppe Eroe

Amici lettori bentornati, oggi poesia 😀

Il libro che vi presento è di un giovane avolese, Giuseppe Eroe, armato di carta e penna per scrivere alla vita, con la vita.

GIUSEPPE EROE nasce ad Avola (Sr) il 19 aprile 1996 e si è diplomato presso l’istituto Superiore per i servizi agricoli e lo sviluppo rurale “Ettore Majorana” di Avola.
Ha partecipato a vari concorsi letterari tra i quali: “LiberAli” organizzato da “La Società dell’Allegria” e dalla cooperativa “Tutto a metà”, il concorso di poesie dialettali del Carnevale avolese 2015, il concorso letterario “L’importanza della Memoria” organizzato dall’Associazione “Archeoclub Avola” aggiudicandosi
il secondo posto, il concorso artistico-letterario “Sotto
lo Stesso Cielo” organizzato dalla Consulta giovanile e dal Comune di Avola. “Insieme a te” e “Questo sogno l’ho già visto, lo sto vivendo” sono le due raccolte poetiche già pubblicate a seguito dell’espletamento del Concorso letterario internazionale “Libri di-versi in diversi libri” della Libreria Editrice Urso, edizioni 2015 e 2016.

Leggendo la raccolta poetica dell’autore mi trovo in accordo sul fatto che la scrittura libera, è luce che ci riporta a rinascere.  Mi piace la voglia di vivere che pervade la raccolta, mi hanno colpito le poesie: ALL’ARREMBAGGIO! e L’ISTINTO; quella continua ricerca di se stessi, al di fuori di se, di trovare la forza di guardarsi per ciò che si è ed accettarsi.

Sentirsi persi in un mondo proprio, lontano da
tutto e tutti, ma sentirsi anche parte del mondo.

E vi lascio con la poesia che mi ha colpito di più:

L’ISTINTO

Aggredisci il mondo
mordi la vita
VIVI!

Vai d’istinto
acchiappa a mani aperte
l’inaspettato
utilizza il corpo se è necessario,
sii un po’ folle
evadi dal tuo essere
sorridi mentre lo fai

(Giuseppe Eroe)

E tu, lettore, sei pronto a mordere la vita? Ad acchiappare il mondo con le mani aperte? Sei pronto a tutto questo?

Allora grida, grida insieme a me, fammi sentire che ci sei. Come me. Che non siamo soli.

 

 

Ho creduto che il tempo, Paola Ciurcina

Amici lettori, bentornati e buon inizio settimana! 😀 Iniziamo con una raccolta poetica, perché non c’è niente di meglio che iniziare la settimana, il lunedì, con una bella dose di poesie! 😀

Vi presento la raccolta poetica di Paola Ciurcina:

Ho creduto che il tempo.

Paola Ciurcina nasce a Noto (SR) il 19 ottobre del 1994, vive a Testa dell’Acqua e frequenta il liceo classico a Palazzolo Acreide. Partecipa a molti concorsi letterari e non,  e si classifica 1ª coll’articolo “Non uccidermi mamma!” per il concorso “NewspaperGame” bandito dal giornale “La Sicilia”.  Successivamente sempre “La Sicilia” pubblica altri suoi articoli, come ad esempio “Morire così giovani… perché?” sulle stragi del sabato sera. Nel 2014 si classifica 2ª al “1° contest di poesia sacra” bandito dall’associazione culturale “Alloro” di Noto. Nel 2015 si classifica seconda alla IX edizione concorso nazionale di poesia “Città di S. Giorgio a Cremano” sezione poesia religiosa. Nello stesso anno è prima classificata al concorso nazionale letterario “Ave o Vergine Maria” della città di Ottaviano Napoli con la poesia “A te, Mamma”. Partecipa alla seconda edizione del “Contest poesia Sacra” con la poesia in vernacolo “I siei ri Matina”, ricevendo la mansione speciale del pubblico. Conclude l’anno classificandosi tra i finalisti del
prestigioso concorso letterario CET per accedere alla scuola del maestro Mogol con la canzone “Amami domani”. Nel Marzo 2017 esce la sua seconda silloge di poesie “Tra il tempo e l’eterno” edita dalla Libreria Editrice Urso di Avola. Nel Giugno 2017 è tra i primi classificati alla prima edizione del concorso “Artisti per Peppino Impastato” con la favola “La Rondine e l’Usignolo”. Attualmente frequenta la facoltà di Giurisprudenza a Catania e mensilmente scrive articoli di cronaca e cultura nel sito dell’università e coltiva la sua passione letteraria scrivendo poesie, romanzi, aforismi, testi di canzoni e anche opere teatrali. Inoltre svolge occasionalmente anche il ruolo di presentatrice di
spettacoli e organizzatrice di eventi.

Leggendo le poesie dell’autrice Paola Ciurcina, ho scoperto una personalità delicata e forte allo stesso tempo, capace di incidere le sue emozioni, inchiostro su carta.

Un’anima che si perde e si ritrova, come me, in viaggi tra passato presente e futuro, ricordi rimpianti coraggio speranza e voglia di andare avanti, nonostante tutto e nonostante tutti.

La voce poetica di Paola è forte e come ogni poeta che si emoziona e scrive, immortale. Dalle poesie noto una crescita sia in stile che in carattere, mi ha colpito SOLDATESSA, ed è proprio così che definirei l’autrice, una vera SOLDATESSA piena di emozioni.

Per tanto ho deciso di riportare qui la poesia che mi ha colpito di più:

 SOLDATESSA

Nata femmina, cresciuta donna
presto ho abbandonato la mia infanzia,
ho dato fuoco a bambole e pupazzi,
ho tagliato la mia folta chioma,
ho rinunciato a quello che
la gente definisce giusta normalità
e ho preso spada e scudo,
ho incominciato a combattere,
a ferirmi, a sanguinare, ho smesso di sognare.
La mia pelle in poco tempo si è ricoperta di profonde cicatrici,
sono diventata insensibile al resto del mondo.
Ho guardato la morte in faccia,
ho combattuto contro di lei
ma ho perso e sono caduta per terra.
Mi sono fatta male e ho pianto lacrime amare.
Sono diventata più forte di prima
e via via ad ogni cicatrice nuova.
La mia innocenza da me si allontanava,
oggi l’ho persa totalmente:
violentata nuovamente da questo mondo
non ricordo ancora se son donna
o diventata per sempre soldatessa.

(Paola Ciurcina)

 

Poetando Poesia

Amici lettori, bentrovati! 😀

LIBRI DI VERSI IN DIVERSI LIBRI… 

…vi dice qualcosa?

Ebbene sì, tante ma tante emozioni che chi poeta e poetando va, conosce bene. Perché le poesie sono come le ciliegie…

E così tra una poesia ed un’altra, tra lunghe passeggiate nelle cittadine di Avola e Noto, si è conclusa la settima edizione 2017/2018 del concorso letterario Libri di-versi in diversi libri in memoria del poeta-scrittore Corrado Carbé: 

Splendide parole sull’amata Sicilia, un amore ereditario, genetico:

Ecco i risultati della classifica:

E le copertine dei primi tre classificati:

3°posto la poetessa Salvatrice Motta con la raccolta poetica Il mio mondo. 

Bella la copertina, una giovane che guarda il cielo, lo sguardo sognante, proiettato sul mondo, sul futuro, sulla speranza. Distesa su foglie d’autunno, su di una stagione che ha vissuto primavera ed estate, una stagione saggia, che ha avuto esperienze di vita. Guardando la copertina sento, vedo, il passato (l’autunno) che accoglie il presente (la giovane) e la speranza, di un mondo migliore.

2° posto la docente Anna Parillo con la raccolta poetica Ali d’amore

Copertina luminosa, una donna con le braccia aperte nell’infinito cielo, pronta a spiccare il volo verso cielo e mare, verso l’amore infinito della vita. Ha cappello e gonna lunga, dai colori vivi, accesi, come è accesa la sua personalità, piena di vita e amore.

1° posto la docente Liliana Moreal con la raccolta poetica Diversamente… 

La copertina presenta un quadro della poetessa, Terra di carrubi- 55×45, olio su tela. Che dire? Ancora una volta la Sicilia resta indelebile nel cuore di chi la vive. E questo quadro, in questa copertina, ne rappresenta l’essenza: i muri a secco, le distese di campi dorati, i carrubi maestosi ed il cielo sempre azzurro e vivo. Che dire dell’amata terra immortale nei versi e negli occhi? Che dire? Ottima scelta.

Copertine splendide, vive, colorate:

La serata della premiazione è stata gioiosa e ogni volta sempre a sorpresa, conoscere nuovi poeti, nuove poesie, nuove personalità…

In foto i giurati presenti al concorso, in ordine da sinistra a destra: Corrado Bono, Miriam Vinci, Carmela Di Rosa; L’organizzatore Francesco Urso, la presidente della giuria Liliana Calabrese, Mariapia Astuni moglie del poeta Corrado Carbé, la vincitrice Liliana Moreal ed il poeta e giudice di questa edizione Carlo Sorgia.

Ecco il momento della premiazione:

In ordine abbiamo: Mariapia Astuni, moglie del poeta Corrado Carbé, Liliana Calabrese, la poetessa vincitrice del concorso Liliana Moreal ed il poeta Carlo Sorgia, vincitore della sesta edizione di Libri di-versi in diversi libri.

Si ringraziano tutti per la collaborazione e lo svolgimento di questo splendido concorso…

Vi lascio con una poesia della vincitrice:

DATEMI

Datemi

libbre di sale

per indurire

il cuore e

murarne le brecce.

Le più minute fessure

sigillare,

con ditate di stucco

salato di mare

o bianco di cava,

quelle che sembrano

ragnatele sottili

e piccole crepe

del tempo

su liscio vasellame.

Così ho il cuore:

solcato

come zolla di terra

rossa e pulsante,

arato con lama tagliente

nel varco raggrumato

del mio straziato stupore.

(Liliana Moreal)

 

 

 

 

 

Oggi mi sento Domani

Cari amici, bentornati 😀 Come procedono le vostre letture? Le mie vanno un poco così così… come la mia salute… tra alti e bassi… a rilento… ma oggi mi sento domani… piena di speranza e convinta che tutto si possa risolvere nonostante i “ma”, i “se” e tutti i “perché”, oggi mi sento combattente! 😀

E tutti i sogni si avvereranno! 😀 Anzi, no, ma che dico? Tutti i sogni si stanno per avverare! Su, manca poco! Manca poco! E presto diventano realtà! 😀

Ho un mare di idee in testa e sono felicissima perché finalmente ho messo in chiaro alcune cose sulla nuova storia che ho intenzione di scrivere! Eh sì, riesco finalmente ad avere “visioni” più chiare di ogni scena da descrivere e narrare! Speriamo che proceda sempre così, sempre più chiare e distinte visioni.

Ma la cosa bella è che queste idee diventano sempre più chiare la sera, prima di dormire, al buio e ad occhi chiusi. Quando poi apro gli occhi perché giustamente ho intenzione di prendere appunti… BUM: spariscono! Dimentico parole, dialoghi, descrizioni… capita anche a voi? Non sarebbe bellissimo poter scrivere anche di notte, ad occhi chiusi, con la sola forza del pensiero? Penso, dunque scrivo.

A parte alcune difficoltà, sono riuscita a recuperare i miei ricordi notturni da scrivere, ed ecco che ho appuntano tutto!

E allora GRRRR sono una combattente! 😀 Ed oggi è vietato arrendersi! Basta letto e mal di pancia, oggi sto bene! 😀

Credici, credici, credici, se ci credi tutto si realizza.

 

 

Lettera di una suicida assassinata.

Cara me: “Andiamo, è tempo di migrare”, lascio l’Italia, cultura ed allegria, pasta pizza e disoccupazione. La vita è un soffio, una meraviglia che non sto vivendo. Non si possono negare i fatti, la disoccupazione è elevata ed è un serio problema che affligge la società moderna. Il futuro è incerto tanto quanto lo è il presente ed io non mi vedo vivere. Questa non è un’incertezza personale, non è depressione, non è un problema di salute, non è una fantasia, e soprattutto: la disoccupazione non è una scelta, la disoccupazione è realtà. La disoccupazione è il fallimento dello Stato. Vorrei poter lavorare, Stato cosa mi offri? (Art. 1, comma: “L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro”). Sono molti i disoccupati in Italia e molti quei giovani disoccupati che, finito il percorso scolastico, si ritrovano disorientati e abbandonati da uno stato che non dà loro la possibilità di una scelta lavorativa o di una occupazione retribuita adatta ad esigenze e capacità individuali; (art.4: “La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto. Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, una attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società”), e per di più assassinati perché non abbiamo alcun sostegno economico di base che consenta di vivere umanamente, in attesa di una possibilità di mettersi in gioco in ambito lavorativo ed è così che vivere diviene sopravvivere. (art. 2: “La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo, sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale”). Finito il percorso scolastico mi ritrovo assassinata, non partecipe come cittadino dignitoso… e sogni idee e futuro entrano in crisi per un presente già critico in cui la dignità sociale è calpestata spudoratamente (art.3: “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali”). Sono giovane, siamo giovani ma siamo abbandonati e per di più anche beffati da un governo che parla parla parla e viene a mancare a ciò che è alla base della nostra Italia: la Costituzione, testamento storico dei nostri avi. Basterebbe rispettare la Costituzione per vivere in un paese migliore e rinascere. Ma intanto la vita passa, come un soffio, e crollando il singolo, crolla lo stato, e l’economia stessa perché se crolla la base crolla la piramide intera costruita su di essa (art.3, comma 2: “È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e la uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese”).

Chi sono io? Io sono una suicida assassinata, sono una giovane, una disoccupata, una licenziata, sono di una generazione dimenticata e tradita, ma soprattutto sono una sopravvissuta. Sono mio fratello, il mio amico, il figlio che non avrò, sono te, lettore, e sono io, io sono, ma chi sono?

Sono: “…un grido unanime, sono un grumo di sogni…” che vuole vivere.

 

La poesia della Domenica

Amici buongiorno e buona domenica, che ne pensate di questa poesia di Victor Hugo e del suo amore segreto e silenzioso?

VICTOR HUGO – A Juliette Drouet

Faccio tutto ciò che posso
perché il mio amore
non ti disturbi,
ti guardo di nascosto,
ti sorrido quando non mi vedi.
Poso il mio sguardo
e la mia anima ovunque
vorrei posare i miei baci:
sui tuoi capelli,
sulla tua fronte,
sui tuoi occhi,
sulle tue labbra,
ovunque le carezze
abbiano libero accesso. 

Avete mai guardato una donna di nascosto, perché l’amavate?

 

 

Tredici, di Jay Asher

Amici lettori, eccomi, son tornata, ma stavolta tutto sarà diverso, non voglio parlarvi di libri tenendo conto di come organizzare la cosa, di come fare una recensione, seguendo regole ben precise. Vi parlerò di libri in maniera libera e così, come mi va, come sono io… questo blog rappresenta me, la mia confusione, il mio disordine e ordine mentale, rappresenta me con tutte le mie sfumature… e bla bla bla…

Amici lettori, in questo periodo ho letto due libri, diciamo che il 2018, da gennaio ad oggi, mi ha dato tanti libri ed io ne ho letti ancora due… ed un terzo che ho iniziato ma abbandonato, non perché non fosse bello, ma per il semplice fatto che ho sentito la vocina di altri libri che volevano essere letti, e che volevano la precedenza…

Comunque… il romanzo di cui vi voglio parlare è TREDICI di Jay Asher, mi è piaciuta la trama, ed il romanzo è riuscito ad emozionarmi e prendere tutta la mia attenzione. Ho avuto voglia di leggerlo, e più lo leggevo, più volevo sapere come andava la storia… e lo ammetto… speravo che la ragazza fosse in qualche modo viva…

Un romanzo che consiglio perché fa intendere come, inconsapevolmente, ogni essere umano è capace di influenzare scelte e decisioni di altri, come spesso agiamo in modo egoistico senza capire di poter ferire, anche gravemente i sentimenti altrui…

Hannah ci parla, si fa sentire presente e viva più che mai e racconta le vicende che l’hanno spinta al suicidio e di quanto fino alla fine lei fosse stata attaccata alla vita ma che nessuno l’ha davvero capita o aiutata per restare… secondo me questo romanzo va letto nelle scuole, per sensibilizzare i ragazzi e fargli capire che ognuno ha una sensibilità diversa e che ciò che riteniamo giusto per noi, o di poco conto, non deve necessariamente esserlo per l’altro…

Va letto perché ne vale la pena, lascia qualcosa.

Complimenti all’autrice.

Buona lettura amici lettori, e niente, son tornata per dirvi questo, e perché avevo voglia di scrivervi…

Alla prossima, amici lettori! 😀

 

Homo sum, humani nihil a me alienum puto.

“Sono umano, nulla di ciò che è umano mi è estraneo” (Publio Terenzio Afro)

2018 è tempo di meditare: mi sento estranea al mondo in cui vivo e addirittura inadatta, dissimile ai miei simili, con i miei difetti, è certo, nessuno è perfetto, ma consapevole di essere diversa, strana, anomala, rispetto ad altri e forse più coscienziosa e umana. Ma questa mia sensibilità, è un bene o un male, in questo mondo spesso infame?  2018 è tempo di meditare: mi sento in trappola, in un mondo estraneo ai miei ideali di pace e democrazia, e vedo una società che non rispecchia i miei valori e che soffoca, una società pirandelliana, orwelliana… cambiano i tempi, cambia lo scenario, l’impalcatura teatrale e le maschere ma esistono pur sempre maschere e vizi e inganni e malvagità.

“C’è una maschera per la famiglia, una per la società, una per il lavoro. e quando stai solo resti nessuno.”(Luigi Pirandello)

E leggo notizie tremende, di genitori che picchiano professori, o che uccidono figli o viceversa, o genitori che chiudono in casa i figli impedendogli di vivere…

…e leggo di uomini che violentano donne, di donne che sono violente sugli uomini (ne parlano un poco di meno ma esistono, sono realtà anche queste) e di politici corrotti, e forze militari corrotte, e di attentati, e di errori medici importanti su pazienti che potevano essere salvati…

…e leggo di infermiere che non svolgono bene il proprio lavoro, o che si credono “angeli buoni” ma della morte, e leggo di gravidanze andate a male, e di malasanità, e leggo di posti letti che vengono a mancare, di tagli per la salute…

…e leggo di figure religiose avare, attaccate al denaro, al potere, pieni di vizi e paradossi, circondati di belle parole ma dal cuore putrido e pieno di vizi, rabbia, pensieri cattivi, e leggo di preti che dividono piuttosto che unire, che parlano di Amore ma praticano la vendetta e l’odio e la violenza.

…e leggo di umanità che umanità non è, e leggo di tagli sulla salute, sul lavoro, sull’istruzione!

…e leggo di sfruttamento, droga, prostituzione, di fame e miseria!

Ma che società è una società del genere? Io non mi vedo in una società simile fatta di belle leggi, di belle parole, ma di fatti terribili, di azioni indegne, di differenze sociali, di razzismo, di sessismo, di servilismo!

Vedo morire i valori umani, vedo morire ogni giorno l’umanità vera, vedo l’anima dannarsi ed errare e ricadere sempre, da secoli, nei medesimi errori, e rimpicciolirsi, nella profondità di uno sguardo, di occhi sempre più avidi e assetati di potere e vendetta.

Ma perché uomo vivi come se tu fossi immortale e di sola materia? Perché vivi egoisticamente? Perché anziché predicare la pace e vivere in pace, tendi a cadere nell’errore? E’ forse l’errare la via più facile? O forse tu uomo, credi, in quanto essere umano di non poter essere migliore dei tuoi vizi? Nulla di ciò che è umano è estraneo all’uomo stesso, ma chi siamo per poter dire che vizi e cattiveria debbano far parte della nostra umanità?

La vita non è indossare una maschera e camminare tra la gente, la vita vera è la cura dell’anima, camminare a testa alta mostrando il proprio viso, la vera espressione del cuore e amare, amare, amare donando senza pretendere e senza desiderare male, vivere per ciò che basta e serve davvero e poi abbandonare tutto ciò che è più…

Vivere è aiutare l’altro, chiunque sia, senza fare distinzione. Vivere è avere rispetto per ogni forma di vita senza alcuna selezione o distinzione perché non esiste razza religione o colore ma solo umanità, solo vita.

Pianta uomo o animale: ogni vita merita rispetto e amore. Perché è così difficile da capire?