La favola di Amore e Psiche, Apuleio

Amici lettori, bentrovati, il romanzo della settimana è La favola di Amore e Psiche, di Apuleio. Tratto da Le metamorfosi. Ricevetti questo classico come regalo da parte della scuola per aver partecipato ad un concorso di scrittura. Ne fui davvero molto felice.

Lucio Apuleio: nacque a Madaura (odierna Algeria), nel 125 ca. Studiò a Cartagine, poi ad Atene, ed ebbe una cultura vasta. Fu ingiustamente accusato di magia e da qui nasce l’opera Le Metamorfosi. Ci ha lasciato inoltre opere filosofiche e oratorie.

DESCRIZIONE: 149 pagine

EDITORE: Grandi Tascabili Economici Newton Classici

PREZZO: 6,00 euro

TRAMA NO_SPOILER: La favola di Amore e Psiche racconta la storia di due amanti. La bellissima Psiche ed il temuto Amore. Terribile mostro che la giovine non doveva guardare in volto, ma, una notte, spinta dalla forte curiosità scopre che…

PARERE PERSONALE: Tratto dalle Metamorfosi di Apuleio è un racconto magico, avventuroso, pieno di atmosfere particolari.

Ho studiato Apuleio in letteratura latina, al liceo, e mi colpì molto la trama delle Metamorfosi, la cui morale (la curiositas punisce) è poi rafforzata dalla favola di Amore e Psiche, racconto contenuto nell’opera, molto piacevole da leggere. Si legge tutto d’un fiato. E poi che dire? E’ sempre bello leggere i testi di ogni epoca! Ti graffiano l’anima, la rendono piena, e restano per sempre.

E ricordate cari amici che leggere è salutare! 😀 Coltivate il giardino della vostra anima, ogni libro è un fiore…

La poesia della Domenica

Amici lettori, Buona Domenica! Oggi splende il sole ma soffia forte il vento, chissà… vento di cambiamento su questa bellissima terra di infinito incanto…

Vi lascio una romantica poesia…

Parigi di notte

Tre fiammiferi accesi uno per uno nella notte
Il primo per vederti tutto il viso
Il secondo per vederti gli occhi
L’ultimo per vedere la tua bocca
E tutto il buio per ricordarmi queste cose
Mentre ti stringo tra le braccia.

Jacques Prévert

E ti stringo nel cuore, terra mia, che tanto mi fai sognare di fuggirti, di scappare via, ma nel cuore sento l’eterno rimpianto…

Allora penso, perché fuggire, perché scappare lontano  quando si può restare e provare a cambiare?

Soffia vento, soffia forte, spazza via la polvere e fai che possiamo respirare aria nuova, aria buona.

Chissà…

Accendiamo un fiammifero nella notte, accendiamo una luce.

L’abbazia di Northanger, Jane Austen

Amici lettori, bentrovati! Il libro della settimana è di Jane Austen, L’abbazia di Northanger, un classico fresco e romantico…

 

Jane Austen:  fu scrittrice britannica, nata nel Dicembre del 1775.
DESCRIZIONE: 274 pagine
EDITORE: Bur Rizzoli, Classici Moderni.
PREZZO DI COPERTINA: 7,80 euro
TRAMA NO_SPOILER: Protagonista del romanzo è Catherine, una ragazza graziosa ma di provincia e priva di qualunque dote artistica, che si innamora di un giovane che…
PARERE PERSONALE: Il romanzo si legge con serenità e tranquillità, sono piacevoli le descrizioni, fa sognare e viaggiare in un’ epoca assai lontana, fatta di abiti eleganti, balli e feste e di palazzi da sogno pieni di fascino e mistero…
Dal romanzo immagino la personalità della scrittrice, unica nel suo genere,
“Non sono capace di voler bene a metà, non fa parte della mia natura”
sognatrice e particolarmente emotiva, romantica:
“Quando il cuore nutre un affetto autentico, sa benissimo quanto poco piacere possa dare l’attenzione di chiunque altro. E’ così insipido, privo di interesse tutto ciò che non ha rapporto con l’oggetto amato!”
E la protagonista si distacca notevolmente dalla tipica donna da salotto, ama leggere, è graziosa ma non appariscente ed ha una forte forza d’animo…
“…ella soffrì, ma non una sillaba le sfuggì dalle labbra.”
Su lettori… non aggiungo altro… avventuratevi anche voi in questa splendida avventura, nel cuore di Catherine e di questa splendida scrittrice, e in quella misteriosa abbazia…
….mistero e amore vi attendono!
Buona lettura amici, e ricordatevi, leggere è salutare! Ciaolibri, ciao! 😀

I racconti del Necronomicon, Lovecraft

Lettori miei cari, il libro che vi presento questa settimana è di un autore che stra amo: Lovecraft! e racchiude una serie di racconti che hanno come unico elemento in comune un libro misterioso, il Necronomicon…

HOWARD P. LOVECRAFT: nacque il 20 agosto del 1890 a Providence, Rhode Island. Egli trascorse un’infanzia solitaria, ed imparò a leggere nella vasta biblioteca dei nonni. (Che fortuna!) Non ebbe una vita molto felice. Morì il 5 Marzo del 1938.

DESCRIZIONE: 228 pagine

EDITORE: Newton Compton Editori

PREZZO: 4,90 euro

TRAMA NO_SPOILER: I racconti del Necronomicon è una raccolta di racconti che hanno come unico elemento in comune un misterioso libro di cui esistono poche, pochissime copie al mondo, tradotte in diverse lingue, che parla di qualcosa di inimmaginabile che riguarda la civiltà umana e l’intero sapere umano…

PARERE PERSONALE: I racconti qui contenuti sono: “La città senza nome”, “Il cane”, “La cerimonia”, “Il successore”, “Il richiamo di Cthulhu”, “Colui che sussurrava nelle tenebre”, “I sogni nella casa stregata”, “Attraverso i cancelli della chiave d’argento”, “Il libro”.  Direi che sono uno più bello dell’altro, difficile da dire quale mi sia piaciuto di più e quale di meno, li ho apprezzati tantissimo. Apparentemente sono scollegati tra loro, unico elemento in comune è questo misterioso libro: il Necronomicon, che però crea tra di essi un filo conduttore unico. L’autore infatti fornisce notizie sparse in ogni racconto sul Necronomicon, e collegabili tra loro per capire meglio la tematica trattata e l’originalità di questo misterioso testo che ha creato un vero e proprio mito al riguardo; molti lettori infatti ipotizzano che sia realmente esistito questo testo e che non sia soltanto un’invenzione dell’autore! E vi confesso che mi allineo con loro, chissà, e se fosse realmente esistito? O meglio, e se esistesse davvero?

“Non è morto ciò che può vivere in eterno. E in strani eoni anche la morte può morire.”

Chissà, magari c’è ancora qualche copia…

In questi racconti, che possiamo definire horror, troviamo i resti di civiltà sepolte, che dominarono la terra prima ancora dell’uomo e che erano socialmente sviluppati…

“Erano della famiglia dei rettili: le linee del corpo facevano pensare a volte al coccodrillo, a volte alla foca, ma più spesso a nulla di cui avessero mai sentito parlare il naturalista e il paleontologo. Nelle dimensioni si avvicinavano a un uomo di bassa statura, e le zampe anteriori terminavano con dei piedi delicati e ben formati, stranamente simili a mani e dita umane.” 

Perché negare la possibile veridicità di questa descrizione? Scimmie antropomorfe, e chissà, perché no, rettili antropomorfi? Che vivono in mezzo a noi, qui sulla Terra, in contrasto con ogni altra specie, chissà? O che vivono in pianeti simili alla Terra, magari con tecnologia più avanzata, o più primitiva, chissà se come loro, se come la scimmia antropomorfe, non ci siano altre specie simili… che fantasia che ebbe Lovecraft.

Vi confesso lettori, lo adoro e trovo che il suo pensiero sia molto ma molto affascinante. Quanto vorrei che fosse ancora vivo, mi piacerebbe discutere con lui, condividere riflessioni… farmi invitare nella biblioteca di suo nonno! 😀

Conoscere le sue letture, che misterioso mondo, eppure trovo che ciò di cui egli narra, sia misto a fantasia e realtà, a qualcosa che “potrebbe essere stato, chissà” ed il modo in cui lo narra, il modo in cui ti fa vivere i suoi racconti è straordinario! Se lo avete letto, che ne pensate? Lovecraft è un autore unico al mondo e irripetibile.

“Ritengo che la cosa più misericordiosa al mondo sia l’incapacità della mente umana di mettere in correlazione tutti i suoi contenuti. Viviamo su una placida isola di ignoranza nel mezzo del nero mare dell’infinito, e non era destino che navigassimo lontano. Le scienze, ciascuna tesa nella propria direzione, ci hanno finora nuociuto ben poco; ma, un giorno, la connessione di conoscenze disgiunte aprirà visioni talmente terrificanti della realtà, e della nostra spaventosa posizione in essa che, o diventeremo pazzi per la rivelazione, o fuggiremo dalla luce mortale nella pace e nella sicurezza di un nuovo Medioevo.”

E dunque è vero, per quanto la scienza faccia passi da gigante, siamo davvero capaci di affrontare, comprendere, e fare buon uso di essa? Siamo capaci di accettare ogni qualsiasi realtà ci possa venire svelata? Io temo di no. Non siamo in grado di accettarci l’un l’altro, non siamo capaci di vivere in pace tra noi esseri umani nelle nostre diversità, potremmo mai accettare verità più grandi di ciò che sappiamo fino ad ora? La conoscenza, quanto può giovare la conoscenza, se l’intelletto non è pronto a riceverla?

“Quei caratteri, come il soggetto e il materiale, appartenevano a qualcosa di orribilmente remoto e distinto dal genere umano così come lo conosciamo noi; qualcosa che alludeva spaventosamente ad antichi ed empi cicli di vita, di cui il nostro mondo e le nostre concezioni non facevano parte.”

Se dicessi che c’è vita in altri pianeti, se dicessi che la scimmia antropomorfe è frutto di esperimenti alieni o che il suo DNA è colonizzato da elementi spaziali, se dicessi che il padre nostro è nei cieli, che il seme della nostra vita proviene dallo spazio e che prima della nostra civiltà vi furono altre civiltà, altri uomini, altre specie antropomorfe, intere società tecnologicamente sviluppate, quanto potrei essere credibile?

“Essi adoravano – così dissero – i Grandi Antichi che vivevano da secoli prima della nascita dell’umanità, e che erano scesi sul giovane pianeta dal cielo. Questi Antichi erano poi scomparsi, sotto la terra e sotto il mare; ma i loro corpi morti avevano narrato in sogno i loro segreti al primo uomo, che aveva creato un Culto che non era mai morto.”

E se dicessi che non tutti deriviamo dalla scimmia antropomorfe? Quanto potrei essere considerata normale?

“C’erano stati eoni in cui altri esseri governavano la Terra, ed essi avevano avuto grandi città. Quel che resta di essi, gli avevano detto gli immortali cinesi, si poteva ancora trovare sotto forma di pietre ciclopiche sulle isole del Pacifico. Erano tutti morti ère ed ère prima della venuta dell’uomo, ma c’erano arti nascoste che avrebbero potuto farli rivivere quando le stelle fossero ritornate nelle giuste configurazioni nel ciclo dell’eternità.”

Ovviamente è tutto frutto di fantasia… o no? Chissà…

“viviamo su una placida isola di ignoranza nel mezzo del nero mare dell’infinito…” 

Mi vengono i brividi, sfogliare le pagine, annusare i racconti e riviverli nella memoria, che emozione unica!

Da leggere! Leggetelo e non ve ne pentirete!

Ma chi sono i Grandi Antichi? E quando sarebbero potuti ritornare?

“Sarebbe stato facile capire quando fosse arrivato il momento, perché allora il genere umano sarebbe diventato come i Grandi Antichi; libero, sfrenato e al di là del bene e del male; avrebbe gettato alle ortiche antiche leggi e morale, e tutti avrebbero urlato, ucciso e gioito. Allora gli Antichi, ormai liberi, avrebbero loro insegnato nuovi modi di gridare, uccidere, gioire e divertirsi, e tutta la Terra avrebbe fiammeggiato di un olocausto di estasi e libertà. “

Il momento, forse, sta arrivando… chissà…

“Io credo che il professor Angell sia morto perché sapeva troppe cose, o perché pensavano che sapesse troppo. Resta da vedere se anch’io farò la sua stessa fine, perché ormai so molte cose.”

La poesia della Domenica

Amici lettori, bentrovati con la poesia della Domenica, oggi ancora splende il sole, il clima è mite e si sta da favola! 😀 Amata Sicilia, bedda terra mia!

La poesia di oggi rispecchia il mio animo un poco tormentato, tra la fuga e l’attesa, l’amore e l’affanno…

Ho scelto dunque:

ATTESA

“C’è una casa di tronchi
con il tetto di tavole, a sinistra.
Non è quella che cerchi. E’ quella
appresso, subito dopo
una salita. La casa
dove gli alberi sono carichi
di frutta. Dove flox, forsizia e calendula
crescono rigogliose. E’ quella
la casa dove, in piedi sulla soglia,
c’è una donna
con il sole nei capelli. Quella
che è rimasta in attesa
fino ad ora.
La donna che ti ama.
L’unica che può dirti:
“Come mai ci hai messo tanto?”

(Raymond Carver)

…ed io mi rivedo in quella donna, con il sole tra i capelli, ed il cuore sospeso, che ama, ma attende, e attende.

 

 

Libri cartacei o libri digitali? Kindle Oasis: novità.

Amici lettori, tra libri ed e-reader cosa preferite? Io preferisco senza dubbio i libri, sentirne il profumo, sfogliarli, appuntare ciò che penso della storia, sottolineare quei pensieri che mi emozionano…

Ma cosa pensate voi? E degli e-reader? Cosa pensate dei libri digitali? Senza dubbio sono molto più comodi dei libri, ma ne vale davvero la pena? Non ho mai provato un e-reader e prima di giudicare penso sia giusto avere l’occasione di maneggiare uno di questi aggeggi… 😀

Chi di voi ha avuto modo di usarli?

In commercio vi sono vari tipi di e-reader e per tutte le tasche e con caratteristiche diverse in base alle vostre esigenze…

Io non ho la più pallida idea di dove iniziare, e voi, cosa ne pensate? Qui per voi intenditori di e-reader il nuovo arrivo E-reader Kindle Oasis, resistente all’acqua, ideale da portare in piscina, in spiaggia o in barca! Così da proteggere i nostri adorati libri da sabbia e acqua…

Inoltre dispone di un ampio schermo (7″) ad alta risoluzione (300 ppi), fondamentale per una chiara lettura. E direi che sia davvero necessario, perché altrimenti gli occhi si stancherebbero. Altra caratteristica:  anche a luce diretta del sole non ci sono problemi di riflessi, che normalmente disturbano la lettura.  Il design è sottile, leggero e maneggevole ed anche questo trovo sia molto vantaggioso per chi ama leggere all’aperto o in viaggio in treno, in autobus…

Ma al di là di questi vantaggi un libro invece non ha batteria, quindi, come la mettiamo con la durata della batteria di questi strumenti? Leggo che il nuovo Kindle ha una batteria che consente una lunga durata di autonomia, basta una ricarica che dura settimane e non poche ore! Quindi direi che è stupendo. Voglio dire, il libro è libro, insostituibile, ma se dovessi provare uno strumento di lettura digitale beh, questo sembra corrispondere alle mie esigenze. Leggerezza, batteria senza pensieri, comodità in ogni condizione atmosferica.   E poi è una vera e propria mini libreria portatile, poiché è disponibile nelle versioni da 8 GB o 32 GB, quindi mio caro lettore intraprendente puoi portare con te più titoli che hai scelto di leggere…  

Per ulteriori informazioni sul prodotto: clicca qui  mio caro lettore, e ricorda, che tu scelga un libro cartaceo o che tu scelga un libro digitale, ricordati sempre che l’importante è leggere, perché leggere è salutare! 😀

Ciaolibri, ciao! 😀

 

Aleph, Paulo Coelho

Amici lettori, buongiorno! Ecco qui per voi il libro della settimana! Aleph, di Paulo Coelho, un autore che ammiro e che ha contribuito molto al mio modo di affrontare e percepire la vita, egli si concentra molto sulla tematica del viaggio, inteso soprattutto come viaggio di crescita spirituale.

“Un uomo di nobile stirpe partì per un paese lontano per ricevere un titolo regale e poi ritornare.” (Luca, 19,12)

Paulo Coelho:  è nato a Rio de Janeiro nel 1947 ed è considerato tra gli autori più importanti della letteratura mondiale.  Tradotto in 80 lingue per più di 170 paesi.

Vi presento dunque:

DESCRIZIONE: pagine 280

EDITORE: Romanzo Bompiani

PREZZO DI COPERTINA: 14,00 euro

In offerta nel link sotto:

 

 TRAMA NO_SPOILER:  Paulo sta affrontando una profonda crisi spirituale e così decide di mettersi in viaggio per rinascere e ritrovare se stesso, ed è proprio il viaggio e gli incontri che fa a completare i vuoti che sente dentro l’anima…

“Chi desidera vedere l’arcobaleno, deve imparare ad amare la pioggia”

PARERE PERSONALE: ho letto questo romanzo perché è di Paulo Coelho ed avendo già letto L’Alchimista, e poi Brida, con entusiasmo e piacere, ho deciso allora di avventurarmi, alla scoperta, di questo nuovo libro, inizio.

“Il presente travalica sempre il tempo: è l’Eternità. E’ piuttosto difficile da comprendere in mancanza di una spiegazione migliore, gli indiani usano la parola ‘karma’, sebbene il concetto che esprime sia abbastanza limitato. Non è quello che hai fatto nella tua vita passata a influenzare il presente, ma è ciò che fai nel presente che redimerà il passato e logicamente cambierà il futuro.”

Percepivo che non m’avrebbe deluso e così è stato.

“…nella vendetta l’essere umano si abbassa al livello del proprio nemico, mentre nel perdono mostra saggezza e intelligenza”

Il suo viaggio è stato anche il mio. Un viaggio entusiasmante in una realtà che potrebbe essere così come è descritta: il rimedio per ciò che è stato.

Ed è un viaggio che fa sognare, pensare, fantasticare su quante vite siano state vissute, su quanti amori sono rimasti in sospeso, su quali errori siano stati commessi…

E mi viene di citare Franco Battiato, con il bellissimo testo “Le sacre sinfonie del tempo”:

Le sento più vicine le sacre sinfonie del tempo
con una idea: che siamo esseri immortali
caduti nelle tenebre, destinati a errare;
nei secoli dei secoli, fino a completa guarigione.
Guardando l’orizzonte, un’aria di infinito mi commuove;
anche se a volte, le insidie di energie lunari,
specialmente al buio mi fanno vivere nell’apparente inutilità
nella totale confusione.
… Che siamo angeli caduti in terra dall’eterno
senza più memoria: per secoli, per secoli,
fino a completa guarigione.

Amici lettori, buona lettura e ricordatevi che leggere è salutare, sempre! 😀

“Trasforma il tuo destino. Riscrivi la tua vita.”

La poesia della Domenica

Amici lettori, eccomi, son tornata! E spero di contagiarvi ancora con la mia carica! Oggi è una splendida giornata di sole e dopo giorni e giorni di pioggia ci voleva proprio! E poi è un giorno speciale speciale perché…
 

…vi lascio con la curiosità! Ma un giorno ve lo dirò! 😛

Per il momento godetevi la poesia del giorno, godetevi questo sole! Dove siete? Siciliani o no, la Sicilia, il suo clima e le sue delizie culinarie vi attendono, come prima casa e come rifugio e come nido a cui fare ritorno… <3

 BUONA DOMENICA

Ode al giorno felice

Questa volta lasciate che sia felice,
non è successo nulla a nessuno,
non sono da nessuna parte,
succede solo che sono felice
fino all’ultimo profondo angolino del cuore.

Camminando, dormendo o scrivendo,
che posso farci, sono felice.
Sono più sterminato dell’erba nelle praterie,
sento la pelle come un albero raggrinzito,
e l’acqua sotto, gli uccelli in cima,
il mare come un anello intorno alla mia vita,
fatta di pane e pietra la terra
l’aria canta come una chitarra.

Tu al mio fianco sulla sabbia, sei sabbia,
tu canti e sei canto.
Il mondo è oggi la mia anima
canto e sabbia, il mondo oggi è la tua bocca,
lasciatemi sulla tua bocca e sulla sabbia
essere felice,
essere felice perché sì,
perché respiro e perché respiri,
essere felice perché tocco il tuo ginocchio
ed è come se toccassi la pelle azzurra del cielo
e la sua freschezza.
Oggi lasciate che sia felice, io e basta,
con o senza tutti, essere felice con l’erba
e la sabbia essere felice con l’aria e la terra,
essere felice con te, con la tua bocca,
essere felice.

(Pablo Neruda)

Lettere a un giovane poeta, Rainer Maria Rilke

Buon inizio settimana amici lettori, il libro di cui vi parlerò è: Lettere a un giovane poeta, di Rainer Maria Rilke.

Rainer Maria Rilker (1875-1926) fu uno dei più importanti poeti tedeschi del XX secolo.

L’edizione proposta comprende tre opere dell’autore, la prima è Lettere a un giovane poeta, la seconda è Lettere a una giovane signora e la terza è Su Dio. 

Ho letto Lettere a un giovane poeta e per quanto mi sia stato consigliato, devo ammettere che non mi ha particolarmente colpito. Sicuramente lo rileggerò, e completerò il volume, ma non è ancora giunto il tempo e per tanto non darò un parere personale.

DESCRIZIONE: 37 pagine

DESCRIZIONE INTERO VOLUME: 78 pagine

EDITORE: Edizioni Clandestine

PREZZO DI COPERTINA: 7,00 euro

GENERE: epistolario

TRAMA_NO_SPOILER: è una corrispondenza di lettere tra un giovane poeta e l’autore.

E voi? Cosa ne pensate? Lo avete letto?

 

Citerò qualche passo che condivido:

“C’è un’unica via da percorrere. Penetrate in voi stesso. Indagate la ragione che vi spinge a scrivere, esaminate se essa estenda le sue radici nel più profondo antro del vostro cuore, chiedetevi se, qualora vi fosse impedito di scrivere, sareste pronto a morire. Questo, innanzitutto; e domandatevi nell’ora più silenziosa della vostra notte: devi io scrivere?”

“Essere un artista significa non calcolare o contare, bensì maturare come un albero, che senza incalzare i suoi frutti, sta quieto nelle tempeste primaverili, ben sapendo che l’estate non tarderà ad arrivare. Essa, però giungerò solo per coloro che sono capaci di attenderla con la serenità di chi pensa di avere innanzi l’eternità. Io lo imparo ogni giorno, tra le sofferenze cui sono riconoscente: pazientare è tutto!”

Ed è sfogliando il libro, alla ricerca delle frasi che mi hanno colpito, che condivido con voi un pensiero di Rainer molto particolare, si riferisce ad un pacco postale contenente un libro che non ha ricevuto:

“Confido non sia andato perso, ma può accadere, se ci si affida al servizio postale italiano.”

Questa frase resta testimonianza nel tempo, ma chissà: un giorno impareremo ad essere responsabili e ben organizzati? Impareremo ad essere onesti? Chissà…

“Lasciate che la vita accada perché, credetemi, essa ha in assoluto ragione.”

La poesia della Domenica

Buona Domenica amici lettori, oggi il tempo mi ispira questa poesia, tra tuoni, fulmini e pioggia…

Domenica perfetta per divano, libro e copertina! E su, perché no? Anche per un gustosissimo cappuccino.

LA PIOGGIA NEL PINETO

Taci. Su le soglie
del bosco non odo
parole che dici
umane; ma odo
parole più nuove
che parlano gocciole e foglie
lontane.
Ascolta. Piove
dalle nuvole sparse.
Piove su le tamerici
salmastre ed arse,
piove su i pini
scagliosi ed irti,
piove su i mirti
divini,
su le ginestre fulgenti
di fiori accolti,
su i ginepri folti
di coccole aulenti,
piove su i nostri volti
silvani,
piove su le nostre mani
ignude,
su i nostri vestimenti
leggieri,
su i freschi pensieri
che l’anima schiude
novella,
su la favola bella
che ieri
t’illuse, che oggi m’illude,
o Ermione.

Odi? La pioggia cade
su la solitaria
verdura
con un crepitío che dura
e varia nell’aria
secondo le fronde
più rade, men rade.
Ascolta. Risponde
al pianto il canto
delle cicale
che il pianto australe
non impaura,
nè il ciel cinerino.
E il pino
ha un suono, e il mirto
altro suono, e il ginepro
altro ancóra, stromenti
diversi
sotto innumerevoli dita.
E immersi
noi siam nello spirto
silvestre,
d’arborea vita viventi;
e il tuo volto ebro
è molle di pioggia
come una foglia,
e le tue chiome
auliscono come
le chiare ginestre,
o creatura terrestre
che hai nome
Ermione.

Ascolta, ascolta. L’accordo
delle aeree cicale
a poco a poco
più sordo
si fa sotto il pianto
che cresce;
ma un canto vi si mesce
più roco
che di laggiù sale,
dall’umida ombra remota.
Più sordo e più fioco
s’allenta, si spegne.
Sola una nota
ancor trema, si spegne,
risorge, trema, si spegne.
Non s’ode voce del mare.
Or s’ode su tutta la fronda
crosciare
l’argentea pioggia
che monda,
il croscio che varia
secondo la fronda
più folta, men folta.
Ascolta.
La figlia dell’aria
è muta; ma la figlia
del limo lontana,
la rana,
canta nell’ombra più fonda,
chi sa dove, chi sa dove!
E piove su le tue ciglia,
Ermione.

Piove su le tue ciglia nere
sìche par tu pianga
ma di piacere; non bianca
ma quasi fatta virente,
par da scorza tu esca.
E tutta la vita è in noi fresca
aulente,
il cuor nel petto è come pesca
intatta,
tra le pàlpebre gli occhi
son come polle tra l’erbe,
i denti negli alvèoli
con come mandorle acerbe.
E andiam di fratta in fratta,
or congiunti or disciolti
(e il verde vigor rude
ci allaccia i mallèoli
c’intrica i ginocchi)
chi sa dove, chi sa dove!
E piove su i nostri vólti
silvani,
piove su le nostre mani
ignude,
su i nostri vestimenti
leggieri,
su i freschi pensieri
che l’anima schiude
novella,
su la favola bella
che ieri
m’illuse, che oggi t’illude,
o Ermione.

(Gabriele D’Annunzio)