Alexandre Dumas: La signora delle camelie

Amici lettori, ecco qui per voi, il libro della settimana! La signora delle camelie, di Alexandre Dumas.

Alexandre Dumas: figlio di Alexandre Dumas, nacque a Parigi nel 1824. Per lui, giovanissimo, iniziò subito una lunga strada di successi.

DESCRIZIONE: 127 pagine

EDITORE: Newton Compton Editore

PREZZO DI COPERTINA: 0,99 euro

GENERE:  romanzo

TRAMA NO_SPOILER: Marguerite è una donna fragile, vittima dei suoi vizi e gravemente malata, al tempo stesso mostra una personalità forte, un grande amore, accompagnato da una grande razionalità perché si innamora di Armand e…

PARERE PERSONALE: è stato uno dei romanzi più belli che abbia letto, in cui mi parve di essere in salotto, con il grande Dumas (junior), seduti sul divano e discutere, e sentirlo narrare mentre bevevo un cappuccino.

“Deve sembrare molto ardito, da parte mia, voler ottenere grandi risultati col modesto argomento che tratto, ma io reputo che il tutto sta nel poco. Il bambino è piccolo, e racchiude l’uomo; il cervello è limitato, e contiene il pensiero; l’occhio è soltanto un punto, e abbraccia leghe e leghe.”

Mi ha fatto innamorare. Il grande, grandissimo Dumas dal cuore immenso. Chissà, che forse si sia ispirato da un’emozione vera? Da un’emozione che l’abbia coinvolto in prima persona? Chissà…

“Amore e campagna sono stati sempre associati, ed è molto giusto: non c’è miglior cornice, per la donna amata, del cielo azzurro, i sentieri, i fiori, la brezza, la splendente solitudine dei campi e dei boschi. Per quanto appassionatamente si ami una donna, per quanta fiduciosa sicurezza si abbia in lei e nell’avvenire, si è sempre più o meno gelosi. Se siete stato innamorato, veramente innamorato, avete certamente sentito il bisogno d’isolare dal mondo la persona che volevate tutta per voi.”

Un batticuore continuo, per ogni parola, per ogni frase, per ogni suo pensiero da me condiviso.

“<<Sono andata spesso in campagna, ma non come sarebbe piaciuto a me. Conto su di voi per quella felicità tranquilla: non siate cattivo, e concedetemela. Ditevi: “Non arriverà alla vecchiaia, e un giorno mi pentirò di non aver fatto per lei la prima cosa che mi ha chiesto, e che era così facile fare”.>>”

Un romanzo forte, pieno di passione in cui i protagonisti incarnano un Amore eterno, vero, puro, un amore che, nonostante i difetti reciproci, della persona amata, porta ad amare e perdonare i difetti stessi sfidando il tempo, lo spazio, la famiglia, sfidando ogni cosa, tutto.

“<<Perdonatemi, padre mio>> risposi, <<ma non partirò.>>

<<Per quale motivo?>>

<<Perché ho l’età in cui non si obbedisce più a un ordine.>>”

Ho letto questo romanzo tutto d’un fiato, tra lacrime e batticuore.

“Abbiamo passato sei mesi insieme. Vi ho amato con tutto l’amore che il cuore di una donna può contenere e dare, e ora siete lontano, e mi maledite, e da voi non mi giunge una sola parola di conforto. Ma questo abbandono, ne sono certa, dipende soltanto dal caso, perché se foste a Parigi, non lascereste un momento il mio capezzale e la mia camera.”

L’emozione donata da questa lettura è particolare, bella, affascinante, così come Marguerite ed Armand.

“Ieri sono uscita in carrozza. Il tempo era magnifico e gli ChampsElysées pieni di gente. Sembrava il primo sorriso della primavera. Tutto intorno a me, aveva un’aria di festa. Non avevo mai immaginato che un giorno avrei trovato, in un raggio di sole, tutta la gioia, la dolcezza e la consolazione che ci ho trovato ieri. Ho incontrato moltissime persone di conoscenza, sempre allegre, sempre occupate nei loro piaceri. Quanta gente è felice senza sapere di esserlo!”

Ho conosciuto un Dumas dalle spiccate doti narrative, un Dumas che, morto e sepolto, si rende vivo ogni qual volta intraprendo una sua lettura, immortale, per sempre.

“La storia di Marguerite è un’eccezione, lo ripeto; se fosse stata una storia come tutte le altre non sarebbe valsa la pena di scriverla.”

 

Buona lettura amici, e appuntamento alla prossima lettura consigliata! 😀
Ciao! Perché leggere, è salutare! 😀

La poesia della Domenica

Amici lettori eccomi qui per augurarvi una buona domenica, vi propongo questa poesia perché scopo di questa mia rubrica domenicale è di portare emozioni dentro i vostri cuori, di costruire un ponte da cuore a cuore, poetando… <3

 

ANIMA 

S’è spenta!

Come il fuoco s’è spenta.

Il cuore giace.

Deserto.

E pare lontano il cielo.

E le sue stelle.

Spenta e tace,

spirito di Primavera.

E’ dolore

l’Amore segreto che fugge.

E t’ama, e t’amo,

e t’amo e t’ama.

Non come ricordo,

ma perché sei Luce.

(Miriam Vinci)

 

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Poeti&Scrittori del Val di Noto

Cari amici lettori, bellissime iniziative coinvolgono la Val di Noto, così come questa organizzata dall’editore Francesco Urso di poetare per il centro storico di Noto.

Un percorso che ha visto la partecipazione di molti poeti, in cui, stabilite le tappe: piazza teatro, corso (tra Cattedrale e Municipio) e Scalinata della chiesa dell’Immacolata, poetando, abbiamo creato dei ponti tra i nostri cuori, le nostre parole, e i cuori di ogni altro ascoltatore. Perché “La bellezza che salverà il mondo” è questa: l’arte, e poetando cerchiamo di risvegliare “il poeta estinto” che è dentro ognuno di noi, come un fanciullino, che timido attende di ritornare alla luce.

Accompagnati da chitarra e voce, con la partecipazione di Liliana Calabrese, moglie di Francesco Urso, e con improvvisazioni musicali piacevoli e lodevoli di Francesco Saetta,  i poeti della Val di Noto, e non solo, provenienti da tutta Italia, e qui in vacanza, hanno coinvolto anche i passanti in questa splendida passeggiata di cultura e di barocco.

Non poteva ovviamente mancare l’omaggio della carissima professoressa Maria Lucia Riccioli, alla straordinaria poetessa netina, ottocentesca, Mariannina Coffa. Perché Noto è storia, cultura, da secoli e secoli e Mariannina Coffa meglio rappresenta la poesia, e in particolar modo, la poesia che si manifesta come luce divina e improvvisa.

Piacevolissima serata, ecco a voi un altro articolo ed altre emozioni da condividere con voi.

Buona lettura amici! 😀

Poeti e scrittori del Val di Noto a confronto e PoesiAvola…

…e ricordatevi: leggere è salutare! Ciao! 😀

Mia V.

Il linguaggio segreto dei fiori: Vanessa Diffenbaugh

“Non mi fido, come la lavanda.
Mi difendo, come il rododendro.
Sono sola, come la rosa bianca, e ho paura.
E quando ho paura, la mia voce sono i fiori.”

                             (Vanessa Diffenbaugh)

Vanessa Diffenbaug nasce a San Francisco nel 1978 ed il primo romanzo pubblicato è Il linguaggio segreto dei fiori.

DESCRIZIONE: 362 pagine

EDITORE: Garzanti

PREZZO DI COPERTINA: 9,90 euro

GENERE:  romanzo

TRAMA NO_SPOILER: Victoria ha paura ad amare e lasciarsi amare e nasconde le sue emozioni dietro ai fiori che diventano la sua casa, il suo rifugio, le parole e le emozioni che non dice. Ma un giorno incontra un ragazzo misterioso che sa molto di lei…

PARERE PERSONALE: un romanzo delicato e forte al tempo stesso in cui la protagonista rivela a poco a poco, come lo schiudersi di un fiore, ciò che nasconde in fondo al cuore.

“<<Parlo del linguaggio dei fiori>>, cominciò a spiegare Elizabeth. <<Viene dall’epoca vittoriana, come il tuo nome, quando le persone comunicavano attraverso i fiori. Se un uomo regalava un mazzo di fiori a una giovane donna, lei correva a casa per cercare di decifrarne il messaggio segreto. Le rose rosse significano amore, quelle gialle infedeltà. Perciò un uomo doveva stare bene attento quando sceglieva i fiori.>>”

Ho scelto di leggere questo romanzo attratta proprio dal simbolismo dei fiori, mi sono affidata all’istinto e all’apparenza. Mi piace la copertina, la foto istantanea che ritrae un fiore ed il suo significato. Da notare che esistono in commercio varie copie in cui cambia il fiore ritratto nella foto ! Io ad esempio scelsi il Tulipano: dichiarazione d’Amore, perché sono sempre stata una sognatrice, delusa dalla realtà.

“La mano di Grant sfiorò la mia mentre camminavamo fianco a fianco e io mi scostai di un passo. <<Hai mai regalato a qualcuno una rosa rossa? >> mi chiese Grant. Lo guardai come se stesse cercando di avvelenarmi con la digitale purpurea. <<Allora una rosa muscosa? Del mirto? Garofani piumosi?>> mi incalzò.  <<Dichiarazione d’amore? Amore? Amore puro?>> chiesi per essere certa che attribuissimo a quei fiori lo stesso significato. Grant annuì. <<No, no, e ancora no>>, risposi. Raccolsi un bocciolo rosa pallido e strappai i petali a uno a uno. <<Sono più un tipo di ragazza cardo-peonia-basilico>>, aggiunsi. <<Misantropia, rabbia, odio>>, disse Grant. <<Mmm.>> Gli voltai le spalle. <<Sei stato tu a chiederlo.>>”

Romanzo moderno, scorrevole da leggere tutto d’un fiato, anche sotto l’ombrellone 😀

Buona lettura amici, e ricordatevi, leggere è salutare! Ciao! 😀

La poesia della Domenica

Amici lettori, ecco a voi la poesia della Domenica, buona lettura, e ricordatevi sempre che leggere è salutare! 😀

 

Cito il grande Fabrizio De André:

 

“E sì, anche tu andresti a cercare
le parole sicure per farti ascoltare:
per stupire mezz’ora basta un libro di storia,
io cercai di imparare la Treccani a memoria,
e dopo maiale, Majakowsky, malfatto,
continuarono gli altri fino a leggermi matto.”

 

per introdurvi…

 

 

Invece di una lettera

 

 Il fumo del tabacco ha roso l’aria.
La stanza
è un capitolo dell’inferno di Kruchenych.
Ricordi?
Accanto a questa finestra
per la prima volta
accarezzai freneticamente le tue mani.
Oggi, ecco, sei seduta,
il cuore rivestito di ferro.
Ancora un giorno,
e mi scaccerai,
forse maledicendomi.
Nella buia anticamera, la mano, rotta dal tremito,
a lungo non saprà infilarsi nella manica.
Poi uscirò di corsa,
e lancerò il mio corpo per la strada.
Fuggito da tutti,
folle diventerò,
consunto dalla disperazione.
Ma non è necessario tutto questo;
cara,
dolce,
diciamoci adesso addio.
Il mio amore,
peso così schiacciante ancora,
ti grava sopra
lo stesso,
dovunque tu fugga.
Lasciami sfogare in un ultimo grido
l’amarezza degli offesi lamenti.
Se lo sfiancano di lavoro, un bue,
se ne va
ad adagiarsi sulle fredde acque.
Ma, al di fuori del tuo amore,
per me
non c’è mare,
e dal tuo amore neanche col pianto puoi impetrare tregua.
Se l’elefante sfinito cerca pace,
si stende regalmente sulla sabbia arroventata.
Ma, al di fuori del tuo amore,
per me
non c’è sole,
e io non so neppure dove sei e con chi.
Se così tua avessi ridotto un poeta,
lui
avrebbe lasciato la sua amata per la gloria e il denaro
ma per me
non un solo
suono è di festa
oltre a quello del tuo amato nome.
Non mi butterò nella tromba delle scale,
non ingoierò veleno,
non saprò premere il grilletto contro la tempia.
Su di me,
al di fuori del tuo sguardo,
non ha potere la lama di nessun coltello.
Domani dimenticherai
che ti ho incoronato,
che l’anima in fiore ho incenerito con l’amore,
e lo scatenato carnevale dei giorni irrequieti
socompiglierà le pagine dei miei libri
Potranno mai le foglie secche delle mie parole
trattenerti un momento
per aspirare avidamente?
Ma lascia almeno
ch’io lastrichi con un’ultima tenerezza
il tuo passo che s’allontana.

Vladimir Majakovskij

Il ritratto di Dorian Grey: Oscar Wilde

Amici lettori, ecco a voi il libro della settimana! Iniziamo con…

OSCAR WILDE: nasce nel 1854 a Dublino, è di famiglia colta e benestante e frequentò con successo i salotti dell’aristocrazia sia britannica che francese. Viaggiò molto, studiò ad Oxford ed ebbe una relazione omosessuale che all’epoca costò allo scrittore una condanna a due anni di lavori forzati. In seguito, scontata la pena si trasferisce in Francia. Muore per meningite nel 1900.

Vi presento: Il ritratto di Dorian Grey

DESCRIZIONE:  225 pagine

EDITORE: Lorenzo Barbera Editore

PREZZO DI COPERTINA: 10,00 euro

TRAMA NO_SPOILER: Dorian Grey è un giovane aristocratico di bella presenza che teme il trascorrere del tempo e l’invecchiamento. L’amico pittore ritrattista gli regala una sua tela ed un sortilegio fa sì che ad invecchiare sia il ritratto, e intanto che la vita passa…

“- Allora perché non vuoi esporre il suo ritratto? – domandò Lord Henry.  – Perché, senza averne l’intenzione, vi ho messo in una certa misura l’espressione di tutta questa strana idolatria artistica della quale, naturalmente, non ho mai voluto parlare a lui. Lui non ne sa niente e non ne saprà mai niente. Ma la gente potrebbe indovinarlo; e io non voglio denudare l’anima mia davanti alla superficiale curiosità dei suoi occhi. Il mio cuore non finirà mai sotto il microscopio. C’è troppo di me stesso in quel quadro, Henry; troppo di me stesso!”

 

PARERE PERSONALE:  Oscar Wilde è un vero e proprio dandy, un eroe decadente che, devo ammetterlo, mi è stato sia antipatico, per il suo mettersi in mostra, che simpatico perché ha avuto un’idea geniale per la trama di questo romanzo. Il romanzo è particolare, l’idea di un quadro che invecchia al posto della persona ritratta, è un’idea geniale e terrificante, che mi ha colpito particolarmente. Bisogna avere cura dell’Anima così come si cura il corpo, perché siamo fatti di molecole ed energia, e non invecchiamo solo nel corpo ma anche nello spirito. Il ritratto di Dorian rappresenta in un certo senso la sua anima, egli era corrotto, viziato, legato alla sua immagine e, nonostante non invecchiasse di un solo giorno, nonostante nessuna ruga solcasse il suo viso, la sua anima pagava per i peccati che egli commetteva. Mi piace questo romanzo perché in un certo senso fa capire l’importanza dell’arte e dell’anima che si nutre di essa. Porta a riflettere, lasciando un segno profondo nella memoria, perché ti porta a pensare che spesso ci circondiamo di cose banali e superficiali, curiamo solo il corpo, ci nutriamo di apparenza, senza curare l’anima, dimenticandoci di essere umani, ed è questo il vero invecchiamento, trascurando l’Anima, trascuriamo il corpo, invecchia l’Anima ed invecchia il corpo.

Consiglio la lettura di questo romanzo perché ha una bella morale e poi leggere è essenziale e necessario per comprendere se stessi ed il mondo, ogni libro è un riflesso della nostra anima, una spinta in più per accedere al mondo, è una scala che ci permette di raggiungere il cielo scavalcando il muro dell’ignoranza che stringe in una morsa il nostro intelletto.

Bisogna leggere, leggere e leggere perché leggere, ricordatevi è medicina della memoria, leggere è salutare! Ciaolibri, ciao! 😀

 

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La poesia della Domenica

Amici lettori, ecco a voi la poesia della domenica ^_^ Buona lettura! 😀

Ho preso un Sorso di Vita

Ho preso un Sorso di Vita
Vi dirò quanto l’ho pagato
Precisamente un’esistenza
Il prezzo di mercato, dicono.
M’hanno pesata, Granello per Granello
Bilanciata Fibra con Fibra,
Poi m’han dato il valore del mio Essere
Un solo Grammo di Cielo!

Emily Dickinson

Sicilia, terra mia, Sicilia bedda…

Amici lettori, bentrovati, eccomi qui a raccontarvi quanto amo la terra mia, la Sicilia, isola meravigliosa e ricca di bellezza, arte, storia e tanto buon cibo!

«L’Italia senza la Sicilia, non lascia nello spirito immagine alcuna. È in Sicilia che si trova la chiave di tutto» […] «La purezza dei contorni, la morbidezza di ogni cosa, la cedevole scambievolezza delle tinte, l’unità armonica del cielo col mare e del mare con la terra…chi li ha visti una sola volta, li possederà per tutta la vita». (J.W.Goethe, “Viaggio in Italia”, 1817)

La Sicilia è un paradiso sulla Terra che offre tutto ciò di cui l’Anima ha bisogno per respirare e vivere. Terra magnifica e amabile e anche se talvolta è difficile viverci è una terra che nel cuore manca e a cui spesso si fa ritorno, poiché impossibile stare lontano dalle sue meraviglie.

Di seguito alcune foto della Grotta della Neve, zona Etna, popolarmente nota come grotta dei ladroni…

Foto di Miriam Vinci

Da Nord a Sud la Sicilia non smette di sorprendere tra il verde che circonda i laghi ed il nero della lava, ecco alcune foto di Uruvu Tunnu, zona Cavagrande del Cassibile, Avola Antica…

Tutto il resto è da ammirare e vivere sentendone il respiro, soffio di vita, sulla pelle ed attraverso le pupille.

Amo la mia terra, per tutte le bellezze che offre: arte, cucina, natura ed è per questo che la reputo completa di tutto…

Vi mostro qui quanto hanno visto gli occhi miei, una buona parte della Sicilia Orientale: Siracusa, Noto, Taormina, Motta Camastra, Palazzolo Acreide, Randazzo, Marzamemi, Messina, Sant’Alfio, Santa Venerina, Acireale, Acicastello, Acitrezza, Francavilla, Castiglione di Sicilia, Giardini Naxos, Forza D’Agrò, Savoca… e non ho citato tutto e non riporto tutte le foto perché viverle di presenza è tutt’altro che vederle dallo schermo di un pc e nonostante questo, si capisce che la Sicilia, è Sicilia, bella da vivere…

«Nessuna isola erge sull’orizzonte della nostra civiltà una fronte più radiosa della Sicilia. Essa punta verso tre continenti e ne sintetizza le caratteristiche. Tre volte, nel corso dei secoli, fu il più fulgido centro del mondo mediterraneo». (Roger Peyrefitte, “Du Vesuve à l’Etna”, 1952)

Amici lettori, che dire? Guardate che paesaggi! Le piccole gole dell’Alcantara…

Arte, natura e buon cibo non vi deluderanno, venite in Sicilia, venite ad ammirare e respirare la mia terra e godetevi la buona cucina: che ne dite, per iniziare, di una bella granita con brioche?

Pasticceria Caprice, Noto/Palazzolo Acreide, Foto di Giusy Farina

Fresca, gustosa, alle mandorle, ai fichi, al pistacchio, ai gelsi…

“Sicilia bedda mia
Sicilia bedda.
Chi stranu e cumplicatu sintimentu
gnonnu ti l’aia diri
li mo peni
cu sapi si si in gradu di capiri
no sacciu comu mai
ti uogghiu beni.”

(Franco Battiato)

«Sai tu la terra ove i cedri fioriscono? Splendon tra le brune foglie arance d’oro pel cielo azzurro spira un dolce zeffiro umil germoglia il mirto, alto l’alloro…». (J.W.Goethe,“Evocazione”)

Sogno di fuggire via ma non dalla mia terra, bensì dai mali che, ahimè, affliggono l’interno Paese…

Ma nel cuore, la Sicilia è l’eterno nido a cui faccio ritorno.

 

 

La poesia della Domenica

Dal cassetto della memoria, profondo oceano di carta crespa, io, poesie, vado cercando… buona lettura amici, che le porte del cuore restino sempre aperte alla musica…

Dicorso all’Ufficio oggetti smarriti 

Ho perso qualche dea per via dal Sud al Nord,
e anche molti dèi per via dall’Est all’Ovest.
Mi si è spenta per sempre qualche stella, svanita.
Mi è sprofondata nel mare un’isola, e un’altra.
Non so neanche dove mai ho lasciato gli artigli,
chi gira nella mia pelliccia, chi abita il mio
guscio.
Mi morirono i fratelli quando strisciai a riva
e solo un ossicino festeggia in me la ricorrenza.
Non stavo nella pelle, sprecavo vertebre e gambe,
me ne uscivo di senno più e più volte.
Da tempo ho chiuso su tutto ciò il mio terzo occhio,
ci ho messo una pinna sopra, ho scrollato le fronde.

Perduto, smarrito, ai quattro venti se n’è volato.
Mi stupisco io stessa del poco di me che è restato:
una persona singola per ora di genere umano,
che ha perso solo ieri l’ombrello sul treno.

Wisława Szymborska

Domenica Luciani: Il mistero della città fantasma

Amici lettori, finalmente internet funziona come si deve ed ecco a voi il libro della settimana: Il mistero della città fantasma, di Domenica Luciani.

DOMENICA LUCIANI:  è una scrittrice italiana di libri per ragazzi.

Buona lettura! 🙂

 

DESCRIZIONE: 251 pagine

EDITORE: Giunti Junior

PREZZO DI COPERTINA: 14,90 euro

TRAMA NO_SPOILER: Gaspare va in vacanza dall’amico Bruno, ed è entusiasmato soprattutto per la presenza della sorella che tanto ama, purtroppo avrà un’amara sorpresa ma un mistero lo coinvolgerà, coinvolgerà particolarmente tutti e sarà l’inizio di una grande avventura…

 

PARERE PERSONALE: è un romanzo fresco e amabile che consiglio a tutti, sia ad un lettore giovane che ad un lettore adulto poiché è simpatico e apprezzabile. Mi è piaciuto molto proprio perché, al di là del titolo che può sembrare scontato e un poco banale, al di sotto della copertina si nasconde una storia piena di vita e avventura. All’inizio ero un poco titubante, questo libro mi è stato consigliato e analizzandone la copertina non volevo leggerlo, a primo impatto infatti mi lascio influenzare molto da copertina e titolo, però devo ammettere che le apperenze ingannano, non sempre, ma in questo caso sì ed ho fatto bene a non rifiturare il consiglio dato perché avrei perso una bella avventura. E’ un romanzo molto, ma molto simpatico, soprattutto per la presenza di Bruno, un personaggio davvero insopportabile e amabile al tempo stesso perché ti tiene viva e in continua avventura. E poi questo “mistero” che si cela nella città fantasma, e la leggenda dell’arrotino…

“Oltrettutto l’uncino fatale pendeva immobile, né c’era più traccia del sangue che il giorno prima aveva attirato il nostro sgomento. Di punto in bianco, le indagini e tutto il resto avevano perso ogni senso”

Il finale è sorprendente e non lascia per niente delusi.

Amici lettori, buona lettura e a presto con altre novità, e se avete libri da consigliare non esitate a contattarmi! 😀