La poesia della Domenica

Amici buongiorno e buona domenica, che ne pensate di questa poesia di Victor Hugo e del suo amore segreto e silenzioso?

VICTOR HUGO – A Juliette Drouet

Faccio tutto ciò che posso
perché il mio amore
non ti disturbi,
ti guardo di nascosto,
ti sorrido quando non mi vedi.
Poso il mio sguardo
e la mia anima ovunque
vorrei posare i miei baci:
sui tuoi capelli,
sulla tua fronte,
sui tuoi occhi,
sulle tue labbra,
ovunque le carezze
abbiano libero accesso. 

Avete mai guardato una donna di nascosto, perché l’amavate?

 

 

Homo sum, humani nihil a me alienum puto.

“Sono umano, nulla di ciò che è umano mi è estraneo” (Publio Terenzio Afro)

2018 è tempo di meditare: mi sento estranea al mondo in cui vivo e addirittura inadatta, dissimile ai miei simili, con i miei difetti, è certo, nessuno è perfetto, ma consapevole di essere diversa, strana, anomala, rispetto ad altri e forse più coscienziosa e umana. Ma questa mia sensibilità, è un bene o un male, in questo mondo spesso infame?  2018 è tempo di meditare: mi sento in trappola, in un mondo estraneo ai miei ideali di pace e democrazia, e vedo una società che non rispecchia i miei valori e che soffoca, una società pirandelliana, orwelliana… cambiano i tempi, cambia lo scenario, l’impalcatura teatrale e le maschere ma esistono pur sempre maschere e vizi e inganni e malvagità.

“C’è una maschera per la famiglia, una per la società, una per il lavoro. e quando stai solo resti nessuno.”(Luigi Pirandello)

E leggo notizie tremende, di genitori che picchiano professori, o che uccidono figli o viceversa, o genitori che chiudono in casa i figli impedendogli di vivere…

…e leggo di uomini che violentano donne, di donne che sono violente sugli uomini (ne parlano un poco di meno ma esistono, sono realtà anche queste) e di politici corrotti, e forze militari corrotte, e di attentati, e di errori medici importanti su pazienti che potevano essere salvati…

…e leggo di infermiere che non svolgono bene il proprio lavoro, o che si credono “angeli buoni” ma della morte, e leggo di gravidanze andate a male, e di malasanità, e leggo di posti letti che vengono a mancare, di tagli per la salute…

…e leggo di figure religiose avare, attaccate al denaro, al potere, pieni di vizi e paradossi, circondati di belle parole ma dal cuore putrido e pieno di vizi, rabbia, pensieri cattivi, e leggo di preti che dividono piuttosto che unire, che parlano di Amore ma praticano la vendetta e l’odio e la violenza.

…e leggo di umanità che umanità non è, e leggo di tagli sulla salute, sul lavoro, sull’istruzione!

…e leggo di sfruttamento, droga, prostituzione, di fame e miseria!

Ma che società è una società del genere? Io non mi vedo in una società simile fatta di belle leggi, di belle parole, ma di fatti terribili, di azioni indegne, di differenze sociali, di razzismo, di sessismo, di servilismo!

Vedo morire i valori umani, vedo morire ogni giorno l’umanità vera, vedo l’anima dannarsi ed errare e ricadere sempre, da secoli, nei medesimi errori, e rimpicciolirsi, nella profondità di uno sguardo, di occhi sempre più avidi e assetati di potere e vendetta.

Ma perché uomo vivi come se tu fossi immortale e di sola materia? Perché vivi egoisticamente? Perché anziché predicare la pace e vivere in pace, tendi a cadere nell’errore? E’ forse l’errare la via più facile? O forse tu uomo, credi, in quanto essere umano di non poter essere migliore dei tuoi vizi? Nulla di ciò che è umano è estraneo all’uomo stesso, ma chi siamo per poter dire che vizi e cattiveria debbano far parte della nostra umanità?

La vita non è indossare una maschera e camminare tra la gente, la vita vera è la cura dell’anima, camminare a testa alta mostrando il proprio viso, la vera espressione del cuore e amare, amare, amare donando senza pretendere e senza desiderare male, vivere per ciò che basta e serve davvero e poi abbandonare tutto ciò che è più…

Vivere è aiutare l’altro, chiunque sia, senza fare distinzione. Vivere è avere rispetto per ogni forma di vita senza alcuna selezione o distinzione perché non esiste razza religione o colore ma solo umanità, solo vita.

Pianta uomo o animale: ogni vita merita rispetto e amore. Perché è così difficile da capire?

 

 

La Poesia della Domenica

Amici, oggi la mia è una domenica molto ma molto strana e particolare, in cui l’ignoranza mostra quanto sia presente e forte nei cuori di ogni uomo…

…e allora mi affido alla Poesia e con la Poesia invoco l’Amore, ti voglio, ti voglio nel cuore e nel mondo, ti voglio in ogni uomo, e in ogni fiore, in ogni colore che porti Amore!

Dichiarazione

Ti voglio dire,
che ti voglio
dire, che ti
voglio dire, che
voglio dirti, che
ti voglio dire,
che ti voglio.

(Timur Kibirov)

 

La favola di Amore e Psiche, Apuleio

Amici lettori, bentrovati, il romanzo della settimana è La favola di Amore e Psiche, di Apuleio. Tratto da Le metamorfosi. Ricevetti questo classico come regalo da parte della scuola per aver partecipato ad un concorso di scrittura. Ne fui davvero molto felice.

Lucio Apuleio: nacque a Madaura (odierna Algeria), nel 125 ca. Studiò a Cartagine, poi ad Atene, ed ebbe una cultura vasta. Fu ingiustamente accusato di magia e da qui nasce l’opera Le Metamorfosi. Ci ha lasciato inoltre opere filosofiche e oratorie.

DESCRIZIONE: 149 pagine

EDITORE: Grandi Tascabili Economici Newton Classici

PREZZO: 6,00 euro

TRAMA NO_SPOILER: La favola di Amore e Psiche racconta la storia di due amanti. La bellissima Psiche ed il temuto Amore. Terribile mostro che la giovine non doveva guardare in volto, ma, una notte, spinta dalla forte curiosità scopre che…

PARERE PERSONALE: Tratto dalle Metamorfosi di Apuleio è un racconto magico, avventuroso, pieno di atmosfere particolari.

Ho studiato Apuleio in letteratura latina, al liceo, e mi colpì molto la trama delle Metamorfosi, la cui morale (la curiositas punisce) è poi rafforzata dalla favola di Amore e Psiche, racconto contenuto nell’opera, molto piacevole da leggere. Si legge tutto d’un fiato. E poi che dire? E’ sempre bello leggere i testi di ogni epoca! Ti graffiano l’anima, la rendono piena, e restano per sempre.

E ricordate cari amici che leggere è salutare! 😀 Coltivate il giardino della vostra anima, ogni libro è un fiore…

La poesia della Domenica

Amici lettori, Buona Domenica! Oggi splende il sole ma soffia forte il vento, chissà… vento di cambiamento su questa bellissima terra di infinito incanto…

Vi lascio una romantica poesia…

Parigi di notte

Tre fiammiferi accesi uno per uno nella notte
Il primo per vederti tutto il viso
Il secondo per vederti gli occhi
L’ultimo per vedere la tua bocca
E tutto il buio per ricordarmi queste cose
Mentre ti stringo tra le braccia.

Jacques Prévert

E ti stringo nel cuore, terra mia, che tanto mi fai sognare di fuggirti, di scappare via, ma nel cuore sento l’eterno rimpianto…

Allora penso, perché fuggire, perché scappare lontano  quando si può restare e provare a cambiare?

Soffia vento, soffia forte, spazza via la polvere e fai che possiamo respirare aria nuova, aria buona.

Chissà…

Accendiamo un fiammifero nella notte, accendiamo una luce.

L’abbazia di Northanger, Jane Austen

Amici lettori, bentrovati! Il libro della settimana è di Jane Austen, L’abbazia di Northanger, un classico fresco e romantico…

 

Jane Austen:  fu scrittrice britannica, nata nel Dicembre del 1775.
DESCRIZIONE: 274 pagine
EDITORE: Bur Rizzoli, Classici Moderni.
PREZZO DI COPERTINA: 7,80 euro
TRAMA NO_SPOILER: Protagonista del romanzo è Catherine, una ragazza graziosa ma di provincia e priva di qualunque dote artistica, che si innamora di un giovane che…
PARERE PERSONALE: Il romanzo si legge con serenità e tranquillità, sono piacevoli le descrizioni, fa sognare e viaggiare in un’ epoca assai lontana, fatta di abiti eleganti, balli e feste e di palazzi da sogno pieni di fascino e mistero…
Dal romanzo immagino la personalità della scrittrice, unica nel suo genere,
“Non sono capace di voler bene a metà, non fa parte della mia natura”
sognatrice e particolarmente emotiva, romantica:
“Quando il cuore nutre un affetto autentico, sa benissimo quanto poco piacere possa dare l’attenzione di chiunque altro. E’ così insipido, privo di interesse tutto ciò che non ha rapporto con l’oggetto amato!”
E la protagonista si distacca notevolmente dalla tipica donna da salotto, ama leggere, è graziosa ma non appariscente ed ha una forte forza d’animo…
“…ella soffrì, ma non una sillaba le sfuggì dalle labbra.”
Su lettori… non aggiungo altro… avventuratevi anche voi in questa splendida avventura, nel cuore di Catherine e di questa splendida scrittrice, e in quella misteriosa abbazia…
….mistero e amore vi attendono!
Buona lettura amici, e ricordatevi, leggere è salutare! Ciaolibri, ciao! 😀

La poesia della Domenica

Amici lettori eccomi qui per augurarvi una buona domenica, vi propongo questa poesia perché scopo di questa mia rubrica domenicale è di portare emozioni dentro i vostri cuori, di costruire un ponte da cuore a cuore, poetando… <3

 

ANIMA 

S’è spenta!

Come il fuoco s’è spenta.

Il cuore giace.

Deserto.

E pare lontano il cielo.

E le sue stelle.

Spenta e tace,

spirito di Primavera.

E’ dolore

l’Amore segreto che fugge.

E t’ama, e t’amo,

e t’amo e t’ama.

Non come ricordo,

ma perché sei Luce.

(Miriam Vinci)

 

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Ferita all’ala un’allodola: un romanzo di Maria Lucia Riccioli

Amici lettori, vi presento il libro di questa settimana: Ferita all’ala un’allodola, di Maria Lucia Riccioli.

Un romanzo storico che colpisce dritto al cuore e che ho deciso di condividere con voi, qui nel mio blog, perché merita molto e non mi dispiacerebbe affatto una trasposizione cinematografica (di quelle che rispettano il contenuto dei libri! 🙂 )

Maria Lucia Riccioli nasce a Siracusa il 18 Settembre 1973, scrittrice e docente insegna  Lettere ai licei e compone versi, storie ed emozioni.

Cura il blog Maria Lucia Riccioli: la bellezza salverà il mondo (F. Dostoevskij)

DESCRIZIONE: 448 pagine

EDITORE: Lab

PREZZO DI COPERTINA: 23,00 euro, I edizione Gennaio 2011

GENERE:  romanzo storico

TRAMA_NO SPOILER: Ferita all’ala un’allodola è un romanzo storico che narra la vita della poetessa netina Mariannina Coffa. Fa da sfondo una Noto del 1800 con gli usi e costumi dell’epoca. La poetessa dalle spiccate doti artistiche vive in una famiglia benestante che ne programma l’intera esistenza, decidendone improvvise nozze per allontanarla, misteriosamente, dall’uomo che ama, un musicista…

PARERE PERSONALE:  adoro così tanto questo romanzo storico da rileggerlo ancora, a distanza di tempo, immaginando scene da cinema e colonna sonora:

“Rosa d’autunno, rosa colorata, rosa sciupata, rosa maltrattata, per quale inganno non sei più sicura? Se stringo le tue spine fra le mani, posso sentire forte il tuo dolore, più fa male e più cresce l’Amore, di più, di più…” (Andrea Bocelli -In canto)

Mariannina Coffa è un’eroina ottocentesca dalla personalità forte e fragile al tempo stesso, unica, romantica, intensa. Innamorata della vita, di grande spirito artistico, sensibile e patriota che vive, ahimè, in un contesto storico completamente inadatto a lei. Inadeguatezza e senso di estraneità che sento forte in me, così come percepisco in lei, per una vita costretta e diversa da quella sperata, da quella desiderata, da un lato lei, impedita dalla propria famiglia  e dall’altro io, per un governo bisbetico…

“In canto. Io chiedo all’Amore quell’ombra nel cuore, bagnala di sole, e il nuovo sorriso, sarò solo io, io, e lei sarà la musica che canto, così potrà amarmi, ancora amando. Ed io potrò averla, e resterà per sempre incanto.” (A.Bocelli)

Personalità forte e ben educata, che, allontanandosi dalle tematiche religiose dà piena voce all’Anima e urla urla urla tutte le sue emozioni!

“…questa melodia, inno dell’Amore, te la canto e sento, tutto il mio dolor così forte così grande che mi trafigge il cuor ” (A. Bocelli -Melodramma)

In un’epoca incapace di accettare l’amore, due giovani dai sogni spezzati, Mariannina e Ascenzio…

 “…lì è nato il mio destino, amaro senza te, amaro senza te, e questo cuore canta un dolce melodramma è l’inno dell’Amor che canterò per te, è un melodramma che, che canto senza te…” (A.Bocelli)

…come Romeo e Giulietta, lì, con le mani tesi, a scambiarsi il cuore, a toccarsi l’Anima tra musica e poesia. Il loro è un Amore fatto di delicati sguardi, e silenziose promesse che vengono tradite all’improvviso, perché c’è qualcosa di Ascenzio, il musicista che le insegna a suonare il pianoforte, che non piace alla famiglia di lei:

“…ma limpido è il mattino, tra i campi odor di vino, io ti sognavo e adesso, ti vedo ancora lì, ah quanta nostalgia, ah fresco di collina, io piango, che pazzia fu andarsene poi via…” (A.Bocelli)

E forse sono proprio i suoi sogni, i sogni di diventare un grande musicista, che non piacciono alla famiglia Coffa, disposta a tutto, anche far soffrire Mariannina, pur di non consentire, così all’improvviso, la loro unione:

“Rosa tradita, rosa calpestata, ti strapperò dal cuore la paura e insieme a me ti sentirai sicura… di più, di più, in canto io chiedo all’Amore, quell’ombra nel cuore, bagnala di sole…” (A.Bocelli)

Vivere è difficile, e sopravvivere lo è ancora di più, soprattutto se non si può amare chi si ama, se anche la famiglia, famiglia che ti ha messo al mondo, va contro i sogni e contro tutto, e Mariannina questo lo sa bene, Mariannina cerca di resistere ma si accorge di essere sola, abbandonata, in un’epoca che non le appartiene.  E poi ci sono quelle scelte non volute da cui non si può più tornare indietro, un destino già segnato, e chissà se l’Anima sua ne avrà avuto riscatto, dopo la morte… chissà…

Omnia vincit amor et nos cedamus amori,  ci crediamo tutti, Virgilio, peccato che la realtà è ben lontano dalle speranze del cuore…

” –    Non voglio tentarla, padre, né lei vuole tentare me. Voi mi dovete aiutare, padre Sbano… Non ci siamo manco chiesti perdono…io perché la trattai come se m’avesse tradito, lei perché non ha…              –    Perché non è scappata con te? A divider che cosa? La fame in due? A spartirivi i sogni di gloria, con un figlio o due magari? Senza sposarvi, come due scomunicati? Pensa alla donna di Pisacane, alle campagne sciagurate de’ patrioti… Ah, l’ideale! Bella, bella cosa davvero… ma poi sono pianti, e liti, e quistioni… pel pane, pel rimorso d’aver fallato…Questo volevi per Mariannina, volevi che ti dicesse di sì?” 

Mariannina è considerata “diversa, strana, pazza” e la sua vita viene resa infelice dalla famiglia che l’ha messa al mondo, che le impone scelte e decisioni irragionevoli per l’anima sua, fortemente in contrasto con l’epoca vissuta, dove unica sua consolazione, ormai, resta solo la scrittura. E comprendo bene le emozioni di Mariannina, il mondo non è pronto ad accettare una personalità così piena, non lo è la famiglia della poetessa netina e non lo è nemmeno il contesto storico in cui vive. Disprezzare è facile, puntarle contro il dito accusatore e condannarla perché speciale, unica, dall’Anima in fiamme, umana.

“Non sa Mariannina donde le venga quel palpito che la sveglia di notte e la spinge, a tentoni, come una talpa cieca che si scavi il cammino nelle latebre della terra, a cercare carta e matita e appuntare parole che sgorgano, umori misteriosi e inebrianti, perduti per sempre se torna a dormire. Da quale sfera, da quale mondo invisibile eppur reale vengono le immagini che le si fissano in mente, le visioni che la perseguitano durante il giorno e trovano pace solo nei versi ordinati sopra il foglio? Da quando Ascenzio s’è scavato una nicchia nel suo cuore, Mariannina fantastica di sé, dell’angelo, del Genio.”

Ferita all’ala un’allodola è una delle più belle opere letterarie moderne che riporta alla luce un personaggio storico realmente vissuto e mai apprezzato in vita. È una storia toccante, profonda, dolce, forte che suscita vari moti dell’Anima, ve lo consiglio tra le vostre letture perché è un altro di quei libri che merita, ma che fa parte del presente, e senza dubbi, destinato a diventare un grande classico per le tematiche importanti trattate e per l’incredibile storia della poetessa. E’ una storia che appassiona e che fa sperare pagina dopo pagina che vinca il bene, che vinca l’Amore, che lei sposi l’amato musicista del suo cuore…

Chissà, adesso, dove sono le loro Anime, se si sono ricongiunte o perse per sempre, chissà…

“Io che canto di notte, con il rumore del mare, io che parlo alla luna per capire il mistero di una storia d’Amore, e ti sento più forte nelle sere d’estate, sento le tue parole come piccoli fuochi accesi infondo al mio cuore, dentro la vita mia una musica suona, una nuova poesia nel ricordo di te, oceani immensi, di libertà, giorni di festa che non scorderò, il freddo inverno non ti porta via, dalla mia vita, i desideri, le nostalgie, quanti misteri questo Amore mio! Prigioniero nel tempo, chiuso nella memoria, non ho mai più sentito il profumo infinito di una rosa al mattino, questa voce che ho dentro parla solo di noi come un dolce tormento questo sogno lontano non mi fa più dormire, non è un canto di addio ma una musica dolce, un’orchestra che io suono solo per te oceani immensi ritroverò, corpi celesti e terre d’Africa, un altro sole ci riscalderà, perdutamente, voli infiniti sulle città, all’orizzonte solamente Noi, un mondo nuovo da cercare in due, questo è il mistero dell’Amore. Un mondo nuovo da cercare in due, questo è il mistero.”

(A.Bocelli -Il mistero dell’Amore)

Amici lettori, ricordatevi che leggere vi farà vivere mille storie diverse e stupende emozioni che la realtà stessa è incapace di dare, una vita sola non basta per vivere tutte le emozioni che si provano leggendo e scrivendo. Leggete per voi, per vivere intensamente e conoscere il mondo che è stato, che può essere, che è, o che sarà.

Leggete di Mariannina Coffa, leggete di Ascenzio, facciamoli vivere ancora, facciamo che il loro Amore viva dentro di noi, nei nostri sogni, nella giustizia che cerchiamo nel mondo, in un mondo buono, onesto, che insieme possiamo ancora salvare, salvando per primi noi stessi.

Leggete amici lettori, leggete, perché leggere è salutare!  <3