La poesia della Domenica

Buongiorno amici lettori, la vita è così strana e piena di sorprese, sia in positivo che in negativo e trascorriamo il nostro poco tempo, rincorrendo effimere emozioni, effimeri desideri, vivendo nell’attesa di chissà che cosa e agendo talvolta in maniera poco delicata nei confronti di ogni altro essere vivente.

Ho imparato tante cose nel corso della mia ancora breve vita, e non riesco purtroppo a scriverle…

…mi vien da pensare che per essere felici, bisogna avere molto ma molto coraggio, e spesso la paura di perdere chi amiamo, soprattutto se ci sono stati gravi lutti alle spalle, rischia di rovinare la vita per sempre, e non solo la nostra, ma anche di coloro che ci stanno intorno…

Felicità

Fin quando dai la caccia alla felicità,
non sei maturo per essere felice,
anche se quello che più ami è già tuo.

Fin quando ti lamenti del perduto
ed hai solo mete e nessuna quiete,
non conosci ancora cos’è pace.

Solo quando rinunci ad ogni desiderio
e non conosci né meta né brama
e non chiami per nome la felicità,

Allora le onde dell’accadere non ti raggiungono più
e il tuo cuore e la tua anima hanno pace.

(Hermann Hesse)

Io penso che essere felici richiede davvero tantissimo coraggio, soprattutto se la vita ci ha fatto un torto terribile ed inaspettato. Ma è per le persone che abbiamo amato e perduto che dobbiamo vivere e far vivere senza interferire in negativo nella vita altrui… perché quando si è felici non si perde sempre, invece ad impedire la felicità si perde in ogni caso.

Vorrei diventare vento e ragione, vorrei che l’Amore illuminasse ogni cuore… vorrei, vorrei…

Per aspera ad astra

La Poesia della Domenica

Amici, oggi la mia è una domenica molto ma molto strana e particolare, in cui l’ignoranza mostra quanto sia presente e forte nei cuori di ogni uomo…

…e allora mi affido alla Poesia e con la Poesia invoco l’Amore, ti voglio, ti voglio nel cuore e nel mondo, ti voglio in ogni uomo, e in ogni fiore, in ogni colore che porti Amore!

Dichiarazione

Ti voglio dire,
che ti voglio
dire, che ti
voglio dire, che
voglio dirti, che
ti voglio dire,
che ti voglio.

(Timur Kibirov)

 

La poesia della Domenica

Amici lettori, bentrovati con la poesia della Domenica, oggi ancora splende il sole, il clima è mite e si sta da favola! 😀 Amata Sicilia, bedda terra mia!

La poesia di oggi rispecchia il mio animo un poco tormentato, tra la fuga e l’attesa, l’amore e l’affanno…

Ho scelto dunque:

ATTESA

“C’è una casa di tronchi
con il tetto di tavole, a sinistra.
Non è quella che cerchi. E’ quella
appresso, subito dopo
una salita. La casa
dove gli alberi sono carichi
di frutta. Dove flox, forsizia e calendula
crescono rigogliose. E’ quella
la casa dove, in piedi sulla soglia,
c’è una donna
con il sole nei capelli. Quella
che è rimasta in attesa
fino ad ora.
La donna che ti ama.
L’unica che può dirti:
“Come mai ci hai messo tanto?”

(Raymond Carver)

…ed io mi rivedo in quella donna, con il sole tra i capelli, ed il cuore sospeso, che ama, ma attende, e attende.

 

 

La poesia della Domenica

Amici lettori, eccomi, son tornata! E spero di contagiarvi ancora con la mia carica! Oggi è una splendida giornata di sole e dopo giorni e giorni di pioggia ci voleva proprio! E poi è un giorno speciale speciale perché…
 

…vi lascio con la curiosità! Ma un giorno ve lo dirò! 😛

Per il momento godetevi la poesia del giorno, godetevi questo sole! Dove siete? Siciliani o no, la Sicilia, il suo clima e le sue delizie culinarie vi attendono, come prima casa e come rifugio e come nido a cui fare ritorno… <3

 BUONA DOMENICA

Ode al giorno felice

Questa volta lasciate che sia felice,
non è successo nulla a nessuno,
non sono da nessuna parte,
succede solo che sono felice
fino all’ultimo profondo angolino del cuore.

Camminando, dormendo o scrivendo,
che posso farci, sono felice.
Sono più sterminato dell’erba nelle praterie,
sento la pelle come un albero raggrinzito,
e l’acqua sotto, gli uccelli in cima,
il mare come un anello intorno alla mia vita,
fatta di pane e pietra la terra
l’aria canta come una chitarra.

Tu al mio fianco sulla sabbia, sei sabbia,
tu canti e sei canto.
Il mondo è oggi la mia anima
canto e sabbia, il mondo oggi è la tua bocca,
lasciatemi sulla tua bocca e sulla sabbia
essere felice,
essere felice perché sì,
perché respiro e perché respiri,
essere felice perché tocco il tuo ginocchio
ed è come se toccassi la pelle azzurra del cielo
e la sua freschezza.
Oggi lasciate che sia felice, io e basta,
con o senza tutti, essere felice con l’erba
e la sabbia essere felice con l’aria e la terra,
essere felice con te, con la tua bocca,
essere felice.

(Pablo Neruda)

La poesia della Domenica

Amici lettori, ecco a voi la poesia della domenica!

INNO ALLA BELLEZZA

“Vieni tu dal cielo profondo

o sorgi dall’abisso, beltà?

Il tuo sguardo,

infernale e divino,

versa, mischiandoli,

beneficio e delitto:

per questo ti si può comparare al vino.

Riunisci nel tuo occhio il tramonto e l’aurora,

diffondi profumi come una sera di tempesta;

i tuoi baci sono un filtro, la tua bocca un’anfora,

che rendono audace il fanciullo, l’eroe vile.

Sorgi dal nero abisso o discendi dagli astri?

Il Destino incantato segue le tue gonne

come un cane: tu semini a casaccio

la gioia e i disastri, hai imperio su tutto,

non rispondi di nulla.

Cammini sopra i morti, beltà,

e ti ridi di essi, fra i tuoi gioielli

l’Orrore non è il meno affascinante

e il Delitto, che sta fra i tuoi gingilli più cari,

sul tuo ventre orgoglioso danza amorosamente.

La farfalla abbagliata vola verso di te,

o candela, e crepita, fiammeggia

e dice: “Benediciamo questa fiaccola!”

L’innamorato palpitante chinato sulla bella

sembra un morente che accarezzi la propria tomba.

Venga tu dal cielo o dall’inferno, che importa, o beltà,

mostro enorme, pauroso, ingenuo;

se il tuo occhio, e sorriso,

se il tuo piede,

aprono per me la porta d’un Infinito adorato

che non ho conosciuto?

Da Satana o da Dio, che importa?

Angelo o Sirena, che importa se tu

– fata dagli occhi vellutati, profumo, luce,

mia unica regina – fai l’universo meno orribile

e questi istanti meno gravi?”

(Charles Baudelaire)

La poesia della Domenica

Buongiorno amici lettori e buona domenica, introdurrò la poesia del giorno con una canzone di Zucchero: Il suono della Domenica, perché in fondo cos’altro può essere una poesia, se non un suono che culla il cuore?

“…a mani tese, verso l’Eternità…”

Buona lettura! 😀

Di che è mancanza questa mancanza, 

cuore,

che a un tratto ne sei pieno?

di che? Rotta la diga

 t’inonda e ti sommerge

la piena della tua indigenza…

 Viene,

forse viene da oltre te

un richiamo

che ora perché agonizzi

non ascolti.

Ma c’è, ne custodisce 

forza e canto

la musica perpetua…

ritornerà.

Sii calmo.

 

(Mario Luzi)

Amico lettore, lasciami la tua poesia…

“Che suono fa la Domenica da te?”

 

La poesia della Domenica

Amici lettori, ecco a voi la poesia della Domenica, buona lettura, e ricordatevi sempre che leggere è salutare! 😀

 

Cito il grande Fabrizio De André:

 

“E sì, anche tu andresti a cercare
le parole sicure per farti ascoltare:
per stupire mezz’ora basta un libro di storia,
io cercai di imparare la Treccani a memoria,
e dopo maiale, Majakowsky, malfatto,
continuarono gli altri fino a leggermi matto.”

 

per introdurvi…

 

 

Invece di una lettera

 

 Il fumo del tabacco ha roso l’aria.
La stanza
è un capitolo dell’inferno di Kruchenych.
Ricordi?
Accanto a questa finestra
per la prima volta
accarezzai freneticamente le tue mani.
Oggi, ecco, sei seduta,
il cuore rivestito di ferro.
Ancora un giorno,
e mi scaccerai,
forse maledicendomi.
Nella buia anticamera, la mano, rotta dal tremito,
a lungo non saprà infilarsi nella manica.
Poi uscirò di corsa,
e lancerò il mio corpo per la strada.
Fuggito da tutti,
folle diventerò,
consunto dalla disperazione.
Ma non è necessario tutto questo;
cara,
dolce,
diciamoci adesso addio.
Il mio amore,
peso così schiacciante ancora,
ti grava sopra
lo stesso,
dovunque tu fugga.
Lasciami sfogare in un ultimo grido
l’amarezza degli offesi lamenti.
Se lo sfiancano di lavoro, un bue,
se ne va
ad adagiarsi sulle fredde acque.
Ma, al di fuori del tuo amore,
per me
non c’è mare,
e dal tuo amore neanche col pianto puoi impetrare tregua.
Se l’elefante sfinito cerca pace,
si stende regalmente sulla sabbia arroventata.
Ma, al di fuori del tuo amore,
per me
non c’è sole,
e io non so neppure dove sei e con chi.
Se così tua avessi ridotto un poeta,
lui
avrebbe lasciato la sua amata per la gloria e il denaro
ma per me
non un solo
suono è di festa
oltre a quello del tuo amato nome.
Non mi butterò nella tromba delle scale,
non ingoierò veleno,
non saprò premere il grilletto contro la tempia.
Su di me,
al di fuori del tuo sguardo,
non ha potere la lama di nessun coltello.
Domani dimenticherai
che ti ho incoronato,
che l’anima in fiore ho incenerito con l’amore,
e lo scatenato carnevale dei giorni irrequieti
socompiglierà le pagine dei miei libri
Potranno mai le foglie secche delle mie parole
trattenerti un momento
per aspirare avidamente?
Ma lascia almeno
ch’io lastrichi con un’ultima tenerezza
il tuo passo che s’allontana.

Vladimir Majakovskij

La poesia della Domenica

Dal cassetto della memoria, profondo oceano di carta crespa, io, poesie, vado cercando… buona lettura amici, che le porte del cuore restino sempre aperte alla musica…

Dicorso all’Ufficio oggetti smarriti 

Ho perso qualche dea per via dal Sud al Nord,
e anche molti dèi per via dall’Est all’Ovest.
Mi si è spenta per sempre qualche stella, svanita.
Mi è sprofondata nel mare un’isola, e un’altra.
Non so neanche dove mai ho lasciato gli artigli,
chi gira nella mia pelliccia, chi abita il mio
guscio.
Mi morirono i fratelli quando strisciai a riva
e solo un ossicino festeggia in me la ricorrenza.
Non stavo nella pelle, sprecavo vertebre e gambe,
me ne uscivo di senno più e più volte.
Da tempo ho chiuso su tutto ciò il mio terzo occhio,
ci ho messo una pinna sopra, ho scrollato le fronde.

Perduto, smarrito, ai quattro venti se n’è volato.
Mi stupisco io stessa del poco di me che è restato:
una persona singola per ora di genere umano,
che ha perso solo ieri l’ombrello sul treno.

Wisława Szymborska

Domenica Luciani: Il mistero della città fantasma

Amici lettori, finalmente internet funziona come si deve ed ecco a voi il libro della settimana: Il mistero della città fantasma, di Domenica Luciani.

DOMENICA LUCIANI:  è una scrittrice italiana di libri per ragazzi.

Buona lettura! 🙂

 

DESCRIZIONE: 251 pagine

EDITORE: Giunti Junior

PREZZO DI COPERTINA: 14,90 euro

TRAMA NO_SPOILER: Gaspare va in vacanza dall’amico Bruno, ed è entusiasmato soprattutto per la presenza della sorella che tanto ama, purtroppo avrà un’amara sorpresa ma un mistero lo coinvolgerà, coinvolgerà particolarmente tutti e sarà l’inizio di una grande avventura…

 

PARERE PERSONALE: è un romanzo fresco e amabile che consiglio a tutti, sia ad un lettore giovane che ad un lettore adulto poiché è simpatico e apprezzabile. Mi è piaciuto molto proprio perché, al di là del titolo che può sembrare scontato e un poco banale, al di sotto della copertina si nasconde una storia piena di vita e avventura. All’inizio ero un poco titubante, questo libro mi è stato consigliato e analizzandone la copertina non volevo leggerlo, a primo impatto infatti mi lascio influenzare molto da copertina e titolo, però devo ammettere che le apperenze ingannano, non sempre, ma in questo caso sì ed ho fatto bene a non rifiturare il consiglio dato perché avrei perso una bella avventura. E’ un romanzo molto, ma molto simpatico, soprattutto per la presenza di Bruno, un personaggio davvero insopportabile e amabile al tempo stesso perché ti tiene viva e in continua avventura. E poi questo “mistero” che si cela nella città fantasma, e la leggenda dell’arrotino…

“Oltrettutto l’uncino fatale pendeva immobile, né c’era più traccia del sangue che il giorno prima aveva attirato il nostro sgomento. Di punto in bianco, le indagini e tutto il resto avevano perso ogni senso”

Il finale è sorprendente e non lascia per niente delusi.

Amici lettori, buona lettura e a presto con altre novità, e se avete libri da consigliare non esitate a contattarmi! 😀

La poesia della Domenica

Amici lettori, ecco a sorpresa per voi, la poesia della domenica, buona lettura amici e ricordatevi che leggere è salutare! 😀

Chi sogna di più

Chi sogna di più, mi dirai —
Colui che vede il mondo convenuto
O chi si perse in sogni?

Che cosa è vero? Cosa sarà di più—
La bugia che c’è nella realtà
O la bugia che si trova nei sogni?

Chi è più distante dalla verità —
Chi vede la verità in ombra
O chi vede il sogno illuminato?

La persona che è un buon commensale, o questa?
Quella che si sente un estraneo nella festa?

(Fernando Pessoa)

Amici lettori, come rispondereste alle domande del poeta?