Lettera di una suicida assassinata.

Cara me: “Andiamo, è tempo di migrare”, lascio l’Italia, cultura ed allegria, pasta pizza e disoccupazione. La vita è un soffio, una meraviglia che non sto vivendo. Non si possono negare i fatti, la disoccupazione è elevata ed è un serio problema che affligge la società moderna. Il futuro è incerto tanto quanto lo è il presente ed io non mi vedo vivere. Questa non è un’incertezza personale, non è depressione, non è un problema di salute, non è una fantasia, e soprattutto: la disoccupazione non è una scelta, la disoccupazione è realtà. La disoccupazione è il fallimento dello Stato. Vorrei poter lavorare, Stato cosa mi offri? (Art. 1, comma: “L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro”). Sono molti i disoccupati in Italia e molti quei giovani disoccupati che, finito il percorso scolastico, si ritrovano disorientati e abbandonati da uno stato che non dà loro la possibilità di una scelta lavorativa o di una occupazione retribuita adatta ad esigenze e capacità individuali; (art.4: “La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto. Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, una attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società”), e per di più assassinati perché non abbiamo alcun sostegno economico di base che consenta di vivere umanamente, in attesa di una possibilità di mettersi in gioco in ambito lavorativo ed è così che vivere diviene sopravvivere. (art. 2: “La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo, sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale”). Finito il percorso scolastico mi ritrovo assassinata, non partecipe come cittadino dignitoso… e sogni idee e futuro entrano in crisi per un presente già critico in cui la dignità sociale è calpestata spudoratamente (art.3: “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali”). Sono giovane, siamo giovani ma siamo abbandonati e per di più anche beffati da un governo che parla parla parla e viene a mancare a ciò che è alla base della nostra Italia: la Costituzione, testamento storico dei nostri avi. Basterebbe rispettare la Costituzione per vivere in un paese migliore e rinascere. Ma intanto la vita passa, come un soffio, e crollando il singolo, crolla lo stato, e l’economia stessa perché se crolla la base crolla la piramide intera costruita su di essa (art.3, comma 2: “È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e la uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese”).

Chi sono io? Io sono una suicida assassinata, sono una giovane, una disoccupata, una licenziata, sono di una generazione dimenticata e tradita, ma soprattutto sono una sopravvissuta. Sono mio fratello, il mio amico, il figlio che non avrò, sono te, lettore, e sono io, io sono, ma chi sono?

Sono: “…un grido unanime, sono un grumo di sogni…” che vuole vivere.

 

Homo sum, humani nihil a me alienum puto.

“Sono umano, nulla di ciò che è umano mi è estraneo” (Publio Terenzio Afro)

2018 è tempo di meditare: mi sento estranea al mondo in cui vivo e addirittura inadatta, dissimile ai miei simili, con i miei difetti, è certo, nessuno è perfetto, ma consapevole di essere diversa, strana, anomala, rispetto ad altri e forse più coscienziosa e umana. Ma questa mia sensibilità, è un bene o un male, in questo mondo spesso infame?  2018 è tempo di meditare: mi sento in trappola, in un mondo estraneo ai miei ideali di pace e democrazia, e vedo una società che non rispecchia i miei valori e che soffoca, una società pirandelliana, orwelliana… cambiano i tempi, cambia lo scenario, l’impalcatura teatrale e le maschere ma esistono pur sempre maschere e vizi e inganni e malvagità.

“C’è una maschera per la famiglia, una per la società, una per il lavoro. e quando stai solo resti nessuno.”(Luigi Pirandello)

E leggo notizie tremende, di genitori che picchiano professori, o che uccidono figli o viceversa, o genitori che chiudono in casa i figli impedendogli di vivere…

…e leggo di uomini che violentano donne, di donne che sono violente sugli uomini (ne parlano un poco di meno ma esistono, sono realtà anche queste) e di politici corrotti, e forze militari corrotte, e di attentati, e di errori medici importanti su pazienti che potevano essere salvati…

…e leggo di infermiere che non svolgono bene il proprio lavoro, o che si credono “angeli buoni” ma della morte, e leggo di gravidanze andate a male, e di malasanità, e leggo di posti letti che vengono a mancare, di tagli per la salute…

…e leggo di figure religiose avare, attaccate al denaro, al potere, pieni di vizi e paradossi, circondati di belle parole ma dal cuore putrido e pieno di vizi, rabbia, pensieri cattivi, e leggo di preti che dividono piuttosto che unire, che parlano di Amore ma praticano la vendetta e l’odio e la violenza.

…e leggo di umanità che umanità non è, e leggo di tagli sulla salute, sul lavoro, sull’istruzione!

…e leggo di sfruttamento, droga, prostituzione, di fame e miseria!

Ma che società è una società del genere? Io non mi vedo in una società simile fatta di belle leggi, di belle parole, ma di fatti terribili, di azioni indegne, di differenze sociali, di razzismo, di sessismo, di servilismo!

Vedo morire i valori umani, vedo morire ogni giorno l’umanità vera, vedo l’anima dannarsi ed errare e ricadere sempre, da secoli, nei medesimi errori, e rimpicciolirsi, nella profondità di uno sguardo, di occhi sempre più avidi e assetati di potere e vendetta.

Ma perché uomo vivi come se tu fossi immortale e di sola materia? Perché vivi egoisticamente? Perché anziché predicare la pace e vivere in pace, tendi a cadere nell’errore? E’ forse l’errare la via più facile? O forse tu uomo, credi, in quanto essere umano di non poter essere migliore dei tuoi vizi? Nulla di ciò che è umano è estraneo all’uomo stesso, ma chi siamo per poter dire che vizi e cattiveria debbano far parte della nostra umanità?

La vita non è indossare una maschera e camminare tra la gente, la vita vera è la cura dell’anima, camminare a testa alta mostrando il proprio viso, la vera espressione del cuore e amare, amare, amare donando senza pretendere e senza desiderare male, vivere per ciò che basta e serve davvero e poi abbandonare tutto ciò che è più…

Vivere è aiutare l’altro, chiunque sia, senza fare distinzione. Vivere è avere rispetto per ogni forma di vita senza alcuna selezione o distinzione perché non esiste razza religione o colore ma solo umanità, solo vita.

Pianta uomo o animale: ogni vita merita rispetto e amore. Perché è così difficile da capire?

 

 

A.A.A.CERCASI CARPE DIEM

Amici lettori, eccomi qui a raccontarvi la mia esperienza di “ricercatrice di lavoro”, così come vi avevo anticipato.

Purtroppo trovare il lavoro dei sogni o riuscire ad avviare l’attività dei propri sogni è un’impresa che forse, in un’altra vita potrei fare, ma sicuramente non in questa e tutto grazie all’invisibilità in cui io, giovane, come ogni altro giovane, sono stata relegata da un governo che a me, sicuramente, non ci pensa… (sfogo triste, e triste realtà)

Purtroppo bisogna accontentarsi di un lavoro qualsiasi, senza poter scegliere il più adatto alle proprie capacità, conoscenze e passioni… ma attenzione, anche in questo caso ci sono serie difficoltà, perché se da un lato il lavoro da fare, sia pubblico che privato, non mancherebbe, dall’altro trovare un datore di lavoro serio e coerente è altrettanto difficile e scoraggiante!

Vi racconto le mie due ultime esperienze di “ricercatrice di lavoro” presso due famosi locali vicino al mio paese:

  1. La prima è avvenuta presso una pasticceria dove un foglio con scritto su “cercasi personale”, attira l’attenzione del mio ragazzo. Eccolo incoraggiante dirmi di partecipare ai colloqui ma già delusa in partenza per ricerche di lavoro fallite in precedenza, sempre per l’incoerenza dei datori di lavoro, rifiuto di averne a che fare. Ma poi ci penso e ripenso, tornata a casa, il pensiero di lasciar perdere per esperienze passate deludenti mi tortura e così…

Incoraggiata da me stessa, dal fidanzato, dai parenti, e dal Carpe Diem del caro e defunto Orazio (Cogli il giorno/Cogli l’attimo/Vivi il presente) ecco che mi fiondo al pc e contatto la pasticceria mettendo subitissimo in chiaro due punti:
a) che tipo di personale cercate?
b) con esperienza o va bene anche senza esperienza?
Così, giusto per non avere il rimorso di dire “a saperlo partecipavo al colloquio di lavoro”.

Ebbene mi rispondono che cercano addetti alla vendita e che gli va bene anche senza esperienza lavorativa.

Mi brillano gli occhi! *_* Carpe diem. Almeno c’è qualcuno che si prende cura anche dei “senza esperienza lavorativa”. Che bello! Mai perdere la speranza. Mi batte il cuore per l’emozione, tra me e me penso che finalmente potrebbe essere la volta buona in cui trovo un lavoro che mi renda indipendente economicamente.

E così…

Fissiamo il giorno del colloquio e via!

Già mi vedo lì con il camice a servire ai tavoli, già mi vedo ad aprire la mia libreria con i soldini guadagnati, a diffondere cultura e amore per i libri con la mia mini ape (assolutamente immaginaria) con su scritto CIAOLIBRI: perché leggere è salutare. Anzi no, ho un furgoncino stile hippy tutto decorato e pieno di libri! E mi vedo con le chiavi in mano, ad aprire la porta di casa mia, tutta mia! E mi vedo… mi vedo… oh quanti sogni…

Ma torniamo alla realtà… (che crudeltà!)

Arriva il giorno fissato per il colloquio. Ho preparato il curriculum vitae nel caso in cui possa servire, con tanto di foto! ..anche se, beh, unica esperienza lavorativa è stata quella di scrutinatore elettorale… 😀

Ebbene… eccomi in pasticceria, chiedo della ragazza con cui avere il colloquio e la cassiera mi scruta da testa a piedi, profilo e mannaggia che non poteva leggere i miei pensieri!

La ragazza con cui tenere il colloquio arriva: è giovane. Ci sediamo al tavolino ed iniziamo le presentazioni… che bello, una giovane che può capire una giovane! Penso.

Ca quale!

<<Ah ma sei senza esperienza, certo, qua bisogna saper fare il caffé, io già ho preso alcune ragazze senza esperienza e poi qua bisogna conoscere i vini…>>

Conoscere i vini?????

Ma scusate, cercate una cameriera addetta alle vendite o cercate una sommelier? Ed anche quando debba conoscere i vini, perché? Li va a comprare lei dal rivenditore?

Mah.

Rispondo:

<< Beh certo, ma si può sempre imparare, io voglio lavorare e prima o poi si deve iniziare a fare esperienza lavorativa>>

E mentre fa discorsi di non perdere le speranze nella ricerca di lavoro…

Tutti i miei sogni sfumano strappati via dall’incoerenza. Ma poi vedi tu, mio caro lettore, se per avere la propria vita, la propria indipendenza economica, la propria casa ed il proprio lavoro si deve sognare, como possono i miei diritti essere dei sogni e non la realtà dei fatti? Qualcosa che è mio dovere diviene sogno! Tutto questo è assurdo, per colpa di chi?

La rabbia è tanta… ditelo prima che li volete SOLO CON ESPERIENZA LAVORATIVA anziché illudere le persone di aver trovato il datore di lavoro che ha un cuore anche per i dimenticati.

E vi racconto la seconda esperienza di ricercatrice di lavoro avvenuta nei pressi di un ristorante e pizzeria.

Leggo sulla pagina facebook del locale, un annuncio in cui cercano con urgenza un addetto per aiuto cucina, e un addetto aiuto sala.

Fantastico! A me piacerebbe aiutare in cucina, io adoro cucinare 😀 …ma mi accontento in ogni caso anche aiuto sala e così li contatto al numero da loro messo a disposizione per i candidati e dopo che specifico chiaramente che non ho alcuna esperienza lavorativa (forse mi conviene non essere così onesta 🙁 ) ma voglio darmi da fare fissiamo appuntamento per il colloquio tramite chat 😀

Che poi specifichiamo una cosa, io non ho esperienza lavorativa certificata ma a casa di cucinare, cucino! E di sistemare e riordinare me la cavo! I lavori domestici da casalinga li so fare! E come ogni altra casalinga questo lavoro non è riconosciuto e nemmeno stimato.

Chiudiamo parentesi…

Fissato giorno e ora di colloquio mi presento presso il locale, c’era un caldo da morire quel giorno. Mi presento al locale e dopo aver salutato mi risponde un ragazzo dalla stanza accanto all’entrata. Sta sistemando la cucina. Lo saluto e gli chiedo a chi posso rivolgermi per il colloquio fissato quel pomeriggio. Lui mi guarda, sorpreso e poi mi dice: ah sì, ma per aiuto cucina o aiuto sala? Ed io gli dico, che ne dovevamo parlare con il titolare del locale:

<<Ah ma non c’è, si è allontanato un attimo>>

Lo guardo sorpresa a mia volta, e in testa già frullavano mille pensieri: ma come si è allontanato un attimo? Ma se dovevamo fare colloquio? Forse è andato in bagno? Forse dorme? Va beh, si è allontanato un attimo, un attimo posso aspettare.

<<Allora lo aspetto>> dico.

Ed il ragazzo, apparentemente confuso:

<<No, è che è andato a Catania>> risponde con un tono di voce che sa tanto di scusa inventata lì su due piedi.

Cosaaaaa??? urlano i miei pensieri e poi: Ma come a Catania? Cioè ha colloquio fissato con me e si allontana “un attimo per andare a catania”. Sì, certo, come se Palazzolo e Catania fossero a due passi. Ma va.

“Taci, cuore, pazienta, sopporta e taci!”(F. Dostoevskij)

Non riesco a trattenermi: <<Ma come a Catania? Ma se avevamo prefissato un colloquio!>>

Il ragazzo mi guarda e non sa che dire, io sì invece che ne avrei tante di cose da dire. Mah. Faccio spallucce, saluto (nonostante tutto porto sempre educazione) e me ne vado.

Serietà zero. Non solo è difficile trovare lavoro, ma è difficile trovare anche il datore di lavoro serio! Il datore di lavoro che sa ciò che cerca, sa ciò che vuole e mantiene la parola data. E poi, nella maggior parte dei casi, più ricchi sono, più tirchi diventano. Esperienze positive fino ad ora non ne ho avute,   e ditemi poi se non devo scoraggiarmi. Come si fa? Il mondo è fatto di gente davvero incomprensibile.

“In quest’oscuro colle mani gelate,
distinguo il mio viso.
Mi vedo abbandonato nell’infinito”
(G. Ungaretti -Un’altra notte)