Tredici, di Jay Asher

Amici lettori, eccomi, son tornata, ma stavolta tutto sarà diverso, non voglio parlarvi di libri tenendo conto di come organizzare la cosa, di come fare una recensione, seguendo regole ben precise. Vi parlerò di libri in maniera libera e così, come mi va, come sono io… questo blog rappresenta me, la mia confusione, il mio disordine e ordine mentale, rappresenta me con tutte le mie sfumature… e bla bla bla…

Amici lettori, in questo periodo ho letto due libri, diciamo che il 2018, da gennaio ad oggi, mi ha dato tanti libri ed io ne ho letti ancora due… ed un terzo che ho iniziato ma abbandonato, non perché non fosse bello, ma per il semplice fatto che ho sentito la vocina di altri libri che volevano essere letti, e che volevano la precedenza…

Comunque… il romanzo di cui vi voglio parlare è TREDICI di Jay Asher, mi è piaciuta la trama, ed il romanzo è riuscito ad emozionarmi e prendere tutta la mia attenzione. Ho avuto voglia di leggerlo, e più lo leggevo, più volevo sapere come andava la storia… e lo ammetto… speravo che la ragazza fosse in qualche modo viva…

Un romanzo che consiglio perché fa intendere come, inconsapevolmente, ogni essere umano è capace di influenzare scelte e decisioni di altri, come spesso agiamo in modo egoistico senza capire di poter ferire, anche gravemente i sentimenti altrui…

Hannah ci parla, si fa sentire presente e viva più che mai e racconta le vicende che l’hanno spinta al suicidio e di quanto fino alla fine lei fosse stata attaccata alla vita ma che nessuno l’ha davvero capita o aiutata per restare… secondo me questo romanzo va letto nelle scuole, per sensibilizzare i ragazzi e fargli capire che ognuno ha una sensibilità diversa e che ciò che riteniamo giusto per noi, o di poco conto, non deve necessariamente esserlo per l’altro…

Va letto perché ne vale la pena, lascia qualcosa.

Complimenti all’autrice.

Buona lettura amici lettori, e niente, son tornata per dirvi questo, e perché avevo voglia di scrivervi…

Alla prossima, amici lettori! 😀

 

Abissi d’Acciaio, Isaac Asimov

Bentrovati amici lettori, eccomi qui per proporvi il libro della settimana, la scelta ricade su Asimov perché tra le mie letture preferite…

 

Non ho mai amato così come adesso i romanzi di fantascienza, e mi dispiace non essermi interessata prima di questi grandi, grandissimi capolavori! Dopo di ciò, non lasciarsi coinvolgere è impossibile.

DESCRIZIONE: 259 pagine

EDITORE: Oscar Mondadori

PREZZO: 10,00 euro

TRAMA NO_SPOILER: Un omicidio crea il caos tra Spaziali e Terrestri, si cerca il colpevole, e tra intrighi, sospetti e inganni si scopre che il dottor Sarton ha creato a sua immagine e somiglianza un robot che…

PARERE PERSONALE: Ho sempre pensato che i romanzi di fantascienza non siano solo trama, non siano solo una storia… ma dietro c’è un mondo possibile, perché no? …magari già vissuto in epoche lontane, magari occultato nei nostri giorni, o lontano anni luce dal nostro spazio-tempo.

La trama di Abissi d’Acciaio è carina, la storia è piacevole da leggere ma la riflessione che vi sta dietro è unica, e rappresenta ciò che potrebbe essere il futuro dell’umanità se viene introdotta e assai diffusa una tecnologia che porta un robot per ogni famiglia, e se viene a svilupparsi una società che, convinta di operare per il bene dell’uomo stesso, porta a delle restrizioni spiacevoli e dei limiti del vivere quotidiano…

Già nel nostro presente vediamo quanto sia spiacevole la convivenza tra uomini, e tra uomo e natura, in cui non si riesce ad aver rispetto, a vivere in pace, possiamo dunque immaginare come possa essere, in questo presente, scorbutico l’uomo nei confronti di altre specie viventi provenienti da altri pianeti, così come possa esserlo nei confronti dei robot considerati come macchine che rubano lavoro!

La fantascienza di Asimov analizza dunque società diverse, Terrestre e Spaziale, dominati da eccessi diversi poiché gli abitanti della Terra hanno creato le città, divenute come prigioni ed il sovrappopolamento crea dunque una carenza di risorse e miseria.

“<<Siete soddisfatti della vita sulla Terra?>>”

Invece gli Spaziali hanno creato una società completamente opposta alla Terra in cui si rischia lo spopolamento.

“<<Il nostro limite è la sottopopolazione. Quanti anni mi dà?>>”

Quindi né l’una né l’altra sono l’ideale, si ricerca un equilibrio. E si cerca soprattutto una soluzione per i terrestri affinché possano superare la crisi dovuta proprio al sovraffollamento.

“<<Noi cerchiamo di introdurre i robot sulla Terra perché vogliamo sbilanciare l’equilibrio economico delle Città.>>”

[…]

“Le labbra di Baley fremevano. <<Mi sta dicendo che cercherete di creare di proposito disoccupazione e declassamento?>>”

L’autore, attraverso alcuni personaggi rilevanti, espone il pensiero di colonizzare altri mondi e dedicarsi alla terra, propone proprio il ritorno alla terra, ma in altri mondi così che l’uomo possa ricominciare da zero, senza creare nuovamente una situazione degenerativa e catastrofica per se stesso. Senza che si ripetano gli stessi errori sia di sovrappopolamento che di sottopopolazione.

…lo adoro! Asimov ti porta a riflettere, a capire il presente, ad immaginare il futuro e lo fa in maniera chiara, gentile, direi quasi filosofica e saggia.

E voi, che ne pensate del ritorno alla Terra, colonizzando altri mondi, mondi abitabili che possano ospitare, perché saremmo ospiti, altre forme di vita, tra cui quella umana?

Ma temo sia ancora presto per un passo del genere, se l’uomo non supera le restrizioni mentali e sociali quotidiane, è impossibile di poter pensare di emigrare in altri mondi abitabili, ricadrebbe nel medesimo errore, e si giungerebbe di nuovo all’autodistruzione…

…ma chissà, chissà se un giorno, quando il concetto di diversità sarà superato, chissà se le cose potranno realmente cambiare in meglio, chissà, per adesso dobbiamo vivere il presente e cambiare il nostro presente, cambiando noi stessi e superando le nostre paure, paure che ci limitano nell’accettare l’altro.

Buona lettura amici, vi lascio con questa canzone, per me poesia…

 

 

 

 

L’importanza di essere onesto, Oscar Wilde.

Bentrovati amici lettori, ecco a voi il libro della settimana, libro post elezioni: Oscar Wilde, L’importanza di essere onesto.

Per voi e la vostra coscienza, che quando poggi la testa sul cuscino, di notte, restate soli, solo voi ed essa, e vi rigirate sul letto, per quelle attese e speranze tradite, per quegli occhi ingannati e spiazzati dei vostri figli che, sanno o non sanno, troveranno il mondo che voi lasciate…

DESCRIZIONE: 181 pagine

EDITORE: Oscar Mondadori

PREZZO: 8,50 euro

TRAMA NO_SPOILER: Due amici di vecchia data si ritrovano dopo tanto tempo: Algernon ed Ernest. Ma il carissimo Ernest per vivere una vita di piaceri in realtà ha cambiato nome e…

PARERE PERSONALE: Ultimo lavoro teatrale di Wilde conosciuto come L’importanza di essere onesto, o L’importanza di essere franco, o L’importanza di essere Ernesto. 

Un’opera molto, ma molto simpatica, dove diverse vite si intrecciano e ingarbugliano tra loro, e si scoprirà quanto sia importante essere onesti e allo stesso tempo quanto sia importante essere Ernesto! 😀

“La verità è pura di rado e semplice, mai”

La vita è già ingarbugliata di suo, che senso ha complicarsela ancora?

“Per amor del cielo non cercare di essere cinico. Essere cinici è facilissimo.”

Bisogna affrontare la vita con semplicità, dialogo ed onestà. E tutto andrà bene, o per lo meno, per il verso giusto. Siate coraggiosi, siate semplici, siate onesti.

E vivete la vita così come pretendete di essere vivi e vivere, rispettate i vostri diritti, rispettate il mondo, rispettate gli altri ma soprattutto imparate a rispettare voi stessi, siate onesti che ne guadagnerete più di quanto pensate di guadagnare con l’inganno.

“Jack: Ma io detesto la ciambella.

Algernon: E allora perché diavolo la fai servire ai tuoi ospiti? Qual è il tuo concetto dell’ospitalità?” 

Ernesto l’ha capito, a proprie spese, ma l’ha capito, che essere onesti è l’unica strada, l’unica strada per vincere una insospettabile guerra… e dunque leggete, leggete i libri perché l’esperienza insegna, e leggete i libri che sono la chiave di tutto!

“Se non ci metti troppo, ti aspetterò qui tutta la vita”

E vi lascerò con una canzone, che, mi ispira:

“Torneranno gli innocenti 
tutti pieni di compassione 
per gli errori dei potenti 
fatti senza esitazione 
senza lividi sui volti 
con un taglio sopra il cuore 
prendi un ago e siamo pronti 
siamo pronti a ricucire” 

E per voi, quanto è importante essere onesti?

 

 

 

 

 

Lettere a un giovane poeta, Rainer Maria Rilke

Buon inizio settimana amici lettori, il libro di cui vi parlerò è: Lettere a un giovane poeta, di Rainer Maria Rilke.

Rainer Maria Rilker (1875-1926) fu uno dei più importanti poeti tedeschi del XX secolo.

L’edizione proposta comprende tre opere dell’autore, la prima è Lettere a un giovane poeta, la seconda è Lettere a una giovane signora e la terza è Su Dio. 

Ho letto Lettere a un giovane poeta e per quanto mi sia stato consigliato, devo ammettere che non mi ha particolarmente colpito. Sicuramente lo rileggerò, e completerò il volume, ma non è ancora giunto il tempo e per tanto non darò un parere personale.

DESCRIZIONE: 37 pagine

DESCRIZIONE INTERO VOLUME: 78 pagine

EDITORE: Edizioni Clandestine

PREZZO DI COPERTINA: 7,00 euro

GENERE: epistolario

TRAMA_NO_SPOILER: è una corrispondenza di lettere tra un giovane poeta e l’autore.

E voi? Cosa ne pensate? Lo avete letto?

 

Citerò qualche passo che condivido:

“C’è un’unica via da percorrere. Penetrate in voi stesso. Indagate la ragione che vi spinge a scrivere, esaminate se essa estenda le sue radici nel più profondo antro del vostro cuore, chiedetevi se, qualora vi fosse impedito di scrivere, sareste pronto a morire. Questo, innanzitutto; e domandatevi nell’ora più silenziosa della vostra notte: devi io scrivere?”

“Essere un artista significa non calcolare o contare, bensì maturare come un albero, che senza incalzare i suoi frutti, sta quieto nelle tempeste primaverili, ben sapendo che l’estate non tarderà ad arrivare. Essa, però giungerò solo per coloro che sono capaci di attenderla con la serenità di chi pensa di avere innanzi l’eternità. Io lo imparo ogni giorno, tra le sofferenze cui sono riconoscente: pazientare è tutto!”

Ed è sfogliando il libro, alla ricerca delle frasi che mi hanno colpito, che condivido con voi un pensiero di Rainer molto particolare, si riferisce ad un pacco postale contenente un libro che non ha ricevuto:

“Confido non sia andato perso, ma può accadere, se ci si affida al servizio postale italiano.”

Questa frase resta testimonianza nel tempo, ma chissà: un giorno impareremo ad essere responsabili e ben organizzati? Impareremo ad essere onesti? Chissà…

“Lasciate che la vita accada perché, credetemi, essa ha in assoluto ragione.”

Grandi speranze di Dickens

Ben ritrovati amici lettori, ecco a voi il libro della settimana: Grandi speranze, di Dickens! 😀

Charles Dickens: nacque a Portsmouth nel 1812 e fu la città, il trasferimento traumatico a Londra, ad influenzare le sue tematiche narrative. Morì nel 1870.

DESCRIZIONE: 416 pagine

EDITORE: Newton Compton Editori

PREZZO DI COPERTINA: 3,90 euro

GENERE: romanzo

TRAMA NO_SPOILER: Pip è un ragazzino dalla fervida immaginazione che proviene da una famiglia povera e all’improvviso la sua vita cambia dopo l’incontro con un furfante e una misteriosa signora che sconvolgeranno del tutto le sue abitudini ed il suo cuore…

PARERE PERSONALE:  Ho “incontrato” questo libro in libreria, e non so come, mi son ritrovata a sniffarne le pagine (il profumo è buono! :D)…

“Quello fu per me un giorno memorabile, perché produsse grandi cambiamenti in me. Ma è così in ogni esistenza. Immaginate che un giorno prescelto venga cancellato e pensate a come tutto il suo corso ne sarebbe stato alterato. Fermati, o tu che leggi, e pensa per un attimo alla lunga catena di ferro o d’oro, di spine o di fiori, che non ti avrebbe mai legato a sé, se in un giorno memorabile non si fosse formato quel primo anello.”

Mi colpì un nome: Estella, che tanto mi ricordava il personaggio di un film (che non ho visto poiché già iniziato).

“C’erano tre dame e un gentiluomo nella stanza. Non ero rimasto davanti alla finestra nemmeno cinque minuti, che già mi ero formato in qualche modo l’impressione che fossero tutti parassiti e ciarlatani, ma che ognuno di loro faceva finta di non sapere che gli altri erano parassiti e ciarlatani, perché ammettere di saperlo, avrebbe svelato che anche loro erano parassiti e ciarlatani.”

“<<Povera cara anima!>>, disse questa signora, con un tono così brusco da essere ben degno di mia sorella. <<Nemico di nessuno, se non di se stesso!>>.

<<Sarebbe molto più lodevole essere nemico di qualcuno!>> disse il gentiluomo. <<Molto più naturale>>.”

Poi mi soffermai sul nome dello scrittore, un autore studiato in letteratura inglese e inserito nella mia lista di autori e libri da leggere!

…e allora:

CARPE DIEM

“Cosa potevo diventare in questo ambiente? E come poteva evitare di esserne influenzato il mio carattere? C’è forse da stupirsi se i miei pensieri erano abbagliati come i miei occhi, quando dal giallo nebbioso di quelle stanze uscivo alla luce naturale del giorno?”

Il mio istinto mi portò ad acquistare il libro e mai scelta fu più azzeccata perché mi piacque! Che dire? Fino ad oggi ho proposto libri che mi hanno particolarmente colpito, chi per la trama, chi per lo stile, chi per il genere, chi per l’originalità, che altro dire? Ogni libro è una storia d’Amore, ogni libro è emozione.

E se fino ad ora non vi ho deluso, fidatevi di me e viaggiate attraverso questo libro, suvvia, spiccate il volo!

…vi spaccio un libro, sniffate questo e innamoratevi! 😀

Ma soprattutto ricordate che leggere è salutare!

 

 

 

 

 

Domenica Luciani: Il mistero della città fantasma

Amici lettori, finalmente internet funziona come si deve ed ecco a voi il libro della settimana: Il mistero della città fantasma, di Domenica Luciani.

DOMENICA LUCIANI:  è una scrittrice italiana di libri per ragazzi.

Buona lettura! 🙂

 

DESCRIZIONE: 251 pagine

EDITORE: Giunti Junior

PREZZO DI COPERTINA: 14,90 euro

TRAMA NO_SPOILER: Gaspare va in vacanza dall’amico Bruno, ed è entusiasmato soprattutto per la presenza della sorella che tanto ama, purtroppo avrà un’amara sorpresa ma un mistero lo coinvolgerà, coinvolgerà particolarmente tutti e sarà l’inizio di una grande avventura…

 

PARERE PERSONALE: è un romanzo fresco e amabile che consiglio a tutti, sia ad un lettore giovane che ad un lettore adulto poiché è simpatico e apprezzabile. Mi è piaciuto molto proprio perché, al di là del titolo che può sembrare scontato e un poco banale, al di sotto della copertina si nasconde una storia piena di vita e avventura. All’inizio ero un poco titubante, questo libro mi è stato consigliato e analizzandone la copertina non volevo leggerlo, a primo impatto infatti mi lascio influenzare molto da copertina e titolo, però devo ammettere che le apperenze ingannano, non sempre, ma in questo caso sì ed ho fatto bene a non rifiturare il consiglio dato perché avrei perso una bella avventura. E’ un romanzo molto, ma molto simpatico, soprattutto per la presenza di Bruno, un personaggio davvero insopportabile e amabile al tempo stesso perché ti tiene viva e in continua avventura. E poi questo “mistero” che si cela nella città fantasma, e la leggenda dell’arrotino…

“Oltrettutto l’uncino fatale pendeva immobile, né c’era più traccia del sangue che il giorno prima aveva attirato il nostro sgomento. Di punto in bianco, le indagini e tutto il resto avevano perso ogni senso”

Il finale è sorprendente e non lascia per niente delusi.

Amici lettori, buona lettura e a presto con altre novità, e se avete libri da consigliare non esitate a contattarmi! 😀

A.A.A.CERCASI CARPE DIEM

Amici lettori, eccomi qui a raccontarvi la mia esperienza di “ricercatrice di lavoro”, così come vi avevo anticipato.

Purtroppo trovare il lavoro dei sogni o riuscire ad avviare l’attività dei propri sogni è un’impresa che forse, in un’altra vita potrei fare, ma sicuramente non in questa e tutto grazie all’invisibilità in cui io, giovane, come ogni altro giovane, sono stata relegata da un governo che a me, sicuramente, non ci pensa… (sfogo triste, e triste realtà)

Purtroppo bisogna accontentarsi di un lavoro qualsiasi, senza poter scegliere il più adatto alle proprie capacità, conoscenze e passioni… ma attenzione, anche in questo caso ci sono serie difficoltà, perché se da un lato il lavoro da fare, sia pubblico che privato, non mancherebbe, dall’altro trovare un datore di lavoro serio e coerente è altrettanto difficile e scoraggiante!

Vi racconto le mie due ultime esperienze di “ricercatrice di lavoro” presso due famosi locali vicino al mio paese:

  1. La prima è avvenuta presso una pasticceria dove un foglio con scritto su “cercasi personale”, attira l’attenzione del mio ragazzo. Eccolo incoraggiante dirmi di partecipare ai colloqui ma già delusa in partenza per ricerche di lavoro fallite in precedenza, sempre per l’incoerenza dei datori di lavoro, rifiuto di averne a che fare. Ma poi ci penso e ripenso, tornata a casa, il pensiero di lasciar perdere per esperienze passate deludenti mi tortura e così…

Incoraggiata da me stessa, dal fidanzato, dai parenti, e dal Carpe Diem del caro e defunto Orazio (Cogli il giorno/Cogli l’attimo/Vivi il presente) ecco che mi fiondo al pc e contatto la pasticceria mettendo subitissimo in chiaro due punti:
a) che tipo di personale cercate?
b) con esperienza o va bene anche senza esperienza?
Così, giusto per non avere il rimorso di dire “a saperlo partecipavo al colloquio di lavoro”.

Ebbene mi rispondono che cercano addetti alla vendita e che gli va bene anche senza esperienza lavorativa.

Mi brillano gli occhi! *_* Carpe diem. Almeno c’è qualcuno che si prende cura anche dei “senza esperienza lavorativa”. Che bello! Mai perdere la speranza. Mi batte il cuore per l’emozione, tra me e me penso che finalmente potrebbe essere la volta buona in cui trovo un lavoro che mi renda indipendente economicamente.

E così…

Fissiamo il giorno del colloquio e via!

Già mi vedo lì con il camice a servire ai tavoli, già mi vedo ad aprire la mia libreria con i soldini guadagnati, a diffondere cultura e amore per i libri con la mia mini ape (assolutamente immaginaria) con su scritto CIAOLIBRI: perché leggere è salutare. Anzi no, ho un furgoncino stile hippy tutto decorato e pieno di libri! E mi vedo con le chiavi in mano, ad aprire la porta di casa mia, tutta mia! E mi vedo… mi vedo… oh quanti sogni…

Ma torniamo alla realtà… (che crudeltà!)

Arriva il giorno fissato per il colloquio. Ho preparato il curriculum vitae nel caso in cui possa servire, con tanto di foto! ..anche se, beh, unica esperienza lavorativa è stata quella di scrutinatore elettorale… 😀

Ebbene… eccomi in pasticceria, chiedo della ragazza con cui avere il colloquio e la cassiera mi scruta da testa a piedi, profilo e mannaggia che non poteva leggere i miei pensieri!

La ragazza con cui tenere il colloquio arriva: è giovane. Ci sediamo al tavolino ed iniziamo le presentazioni… che bello, una giovane che può capire una giovane! Penso.

Ca quale!

<<Ah ma sei senza esperienza, certo, qua bisogna saper fare il caffé, io già ho preso alcune ragazze senza esperienza e poi qua bisogna conoscere i vini…>>

Conoscere i vini?????

Ma scusate, cercate una cameriera addetta alle vendite o cercate una sommelier? Ed anche quando debba conoscere i vini, perché? Li va a comprare lei dal rivenditore?

Mah.

Rispondo:

<< Beh certo, ma si può sempre imparare, io voglio lavorare e prima o poi si deve iniziare a fare esperienza lavorativa>>

E mentre fa discorsi di non perdere le speranze nella ricerca di lavoro…

Tutti i miei sogni sfumano strappati via dall’incoerenza. Ma poi vedi tu, mio caro lettore, se per avere la propria vita, la propria indipendenza economica, la propria casa ed il proprio lavoro si deve sognare, como possono i miei diritti essere dei sogni e non la realtà dei fatti? Qualcosa che è mio dovere diviene sogno! Tutto questo è assurdo, per colpa di chi?

La rabbia è tanta… ditelo prima che li volete SOLO CON ESPERIENZA LAVORATIVA anziché illudere le persone di aver trovato il datore di lavoro che ha un cuore anche per i dimenticati.

E vi racconto la seconda esperienza di ricercatrice di lavoro avvenuta nei pressi di un ristorante e pizzeria.

Leggo sulla pagina facebook del locale, un annuncio in cui cercano con urgenza un addetto per aiuto cucina, e un addetto aiuto sala.

Fantastico! A me piacerebbe aiutare in cucina, io adoro cucinare 😀 …ma mi accontento in ogni caso anche aiuto sala e così li contatto al numero da loro messo a disposizione per i candidati e dopo che specifico chiaramente che non ho alcuna esperienza lavorativa (forse mi conviene non essere così onesta 🙁 ) ma voglio darmi da fare fissiamo appuntamento per il colloquio tramite chat 😀

Che poi specifichiamo una cosa, io non ho esperienza lavorativa certificata ma a casa di cucinare, cucino! E di sistemare e riordinare me la cavo! I lavori domestici da casalinga li so fare! E come ogni altra casalinga questo lavoro non è riconosciuto e nemmeno stimato.

Chiudiamo parentesi…

Fissato giorno e ora di colloquio mi presento presso il locale, c’era un caldo da morire quel giorno. Mi presento al locale e dopo aver salutato mi risponde un ragazzo dalla stanza accanto all’entrata. Sta sistemando la cucina. Lo saluto e gli chiedo a chi posso rivolgermi per il colloquio fissato quel pomeriggio. Lui mi guarda, sorpreso e poi mi dice: ah sì, ma per aiuto cucina o aiuto sala? Ed io gli dico, che ne dovevamo parlare con il titolare del locale:

<<Ah ma non c’è, si è allontanato un attimo>>

Lo guardo sorpresa a mia volta, e in testa già frullavano mille pensieri: ma come si è allontanato un attimo? Ma se dovevamo fare colloquio? Forse è andato in bagno? Forse dorme? Va beh, si è allontanato un attimo, un attimo posso aspettare.

<<Allora lo aspetto>> dico.

Ed il ragazzo, apparentemente confuso:

<<No, è che è andato a Catania>> risponde con un tono di voce che sa tanto di scusa inventata lì su due piedi.

Cosaaaaa??? urlano i miei pensieri e poi: Ma come a Catania? Cioè ha colloquio fissato con me e si allontana “un attimo per andare a catania”. Sì, certo, come se Palazzolo e Catania fossero a due passi. Ma va.

“Taci, cuore, pazienta, sopporta e taci!”(F. Dostoevskij)

Non riesco a trattenermi: <<Ma come a Catania? Ma se avevamo prefissato un colloquio!>>

Il ragazzo mi guarda e non sa che dire, io sì invece che ne avrei tante di cose da dire. Mah. Faccio spallucce, saluto (nonostante tutto porto sempre educazione) e me ne vado.

Serietà zero. Non solo è difficile trovare lavoro, ma è difficile trovare anche il datore di lavoro serio! Il datore di lavoro che sa ciò che cerca, sa ciò che vuole e mantiene la parola data. E poi, nella maggior parte dei casi, più ricchi sono, più tirchi diventano. Esperienze positive fino ad ora non ne ho avute,   e ditemi poi se non devo scoraggiarmi. Come si fa? Il mondo è fatto di gente davvero incomprensibile.

“In quest’oscuro colle mani gelate,
distinguo il mio viso.
Mi vedo abbandonato nell’infinito”
(G. Ungaretti -Un’altra notte)