La poesia della Domenica

Amici buongiorno e buona domenica, che ne pensate di questa poesia di Victor Hugo e del suo amore segreto e silenzioso?

VICTOR HUGO – A Juliette Drouet

Faccio tutto ciò che posso
perché il mio amore
non ti disturbi,
ti guardo di nascosto,
ti sorrido quando non mi vedi.
Poso il mio sguardo
e la mia anima ovunque
vorrei posare i miei baci:
sui tuoi capelli,
sulla tua fronte,
sui tuoi occhi,
sulle tue labbra,
ovunque le carezze
abbiano libero accesso. 

Avete mai guardato una donna di nascosto, perché l’amavate?

 

 

La Poesia della Domenica

Amici, oggi la mia è una domenica molto ma molto strana e particolare, in cui l’ignoranza mostra quanto sia presente e forte nei cuori di ogni uomo…

…e allora mi affido alla Poesia e con la Poesia invoco l’Amore, ti voglio, ti voglio nel cuore e nel mondo, ti voglio in ogni uomo, e in ogni fiore, in ogni colore che porti Amore!

Dichiarazione

Ti voglio dire,
che ti voglio
dire, che ti
voglio dire, che
voglio dirti, che
ti voglio dire,
che ti voglio.

(Timur Kibirov)

 

La poesia della Domenica

Amici lettori, bentrovati con la poesia della Domenica, oggi ancora splende il sole, il clima è mite e si sta da favola! 😀 Amata Sicilia, bedda terra mia!

La poesia di oggi rispecchia il mio animo un poco tormentato, tra la fuga e l’attesa, l’amore e l’affanno…

Ho scelto dunque:

ATTESA

“C’è una casa di tronchi
con il tetto di tavole, a sinistra.
Non è quella che cerchi. E’ quella
appresso, subito dopo
una salita. La casa
dove gli alberi sono carichi
di frutta. Dove flox, forsizia e calendula
crescono rigogliose. E’ quella
la casa dove, in piedi sulla soglia,
c’è una donna
con il sole nei capelli. Quella
che è rimasta in attesa
fino ad ora.
La donna che ti ama.
L’unica che può dirti:
“Come mai ci hai messo tanto?”

(Raymond Carver)

…ed io mi rivedo in quella donna, con il sole tra i capelli, ed il cuore sospeso, che ama, ma attende, e attende.

 

 

La poesia della Domenica

Amici lettori, eccomi, son tornata! E spero di contagiarvi ancora con la mia carica! Oggi è una splendida giornata di sole e dopo giorni e giorni di pioggia ci voleva proprio! E poi è un giorno speciale speciale perché…
 

…vi lascio con la curiosità! Ma un giorno ve lo dirò! 😛

Per il momento godetevi la poesia del giorno, godetevi questo sole! Dove siete? Siciliani o no, la Sicilia, il suo clima e le sue delizie culinarie vi attendono, come prima casa e come rifugio e come nido a cui fare ritorno… <3

 BUONA DOMENICA

Ode al giorno felice

Questa volta lasciate che sia felice,
non è successo nulla a nessuno,
non sono da nessuna parte,
succede solo che sono felice
fino all’ultimo profondo angolino del cuore.

Camminando, dormendo o scrivendo,
che posso farci, sono felice.
Sono più sterminato dell’erba nelle praterie,
sento la pelle come un albero raggrinzito,
e l’acqua sotto, gli uccelli in cima,
il mare come un anello intorno alla mia vita,
fatta di pane e pietra la terra
l’aria canta come una chitarra.

Tu al mio fianco sulla sabbia, sei sabbia,
tu canti e sei canto.
Il mondo è oggi la mia anima
canto e sabbia, il mondo oggi è la tua bocca,
lasciatemi sulla tua bocca e sulla sabbia
essere felice,
essere felice perché sì,
perché respiro e perché respiri,
essere felice perché tocco il tuo ginocchio
ed è come se toccassi la pelle azzurra del cielo
e la sua freschezza.
Oggi lasciate che sia felice, io e basta,
con o senza tutti, essere felice con l’erba
e la sabbia essere felice con l’aria e la terra,
essere felice con te, con la tua bocca,
essere felice.

(Pablo Neruda)

La poesia della Domenica

Buona Domenica amici lettori, oggi il tempo mi ispira questa poesia, tra tuoni, fulmini e pioggia…

Domenica perfetta per divano, libro e copertina! E su, perché no? Anche per un gustosissimo cappuccino.

LA PIOGGIA NEL PINETO

Taci. Su le soglie
del bosco non odo
parole che dici
umane; ma odo
parole più nuove
che parlano gocciole e foglie
lontane.
Ascolta. Piove
dalle nuvole sparse.
Piove su le tamerici
salmastre ed arse,
piove su i pini
scagliosi ed irti,
piove su i mirti
divini,
su le ginestre fulgenti
di fiori accolti,
su i ginepri folti
di coccole aulenti,
piove su i nostri volti
silvani,
piove su le nostre mani
ignude,
su i nostri vestimenti
leggieri,
su i freschi pensieri
che l’anima schiude
novella,
su la favola bella
che ieri
t’illuse, che oggi m’illude,
o Ermione.

Odi? La pioggia cade
su la solitaria
verdura
con un crepitío che dura
e varia nell’aria
secondo le fronde
più rade, men rade.
Ascolta. Risponde
al pianto il canto
delle cicale
che il pianto australe
non impaura,
nè il ciel cinerino.
E il pino
ha un suono, e il mirto
altro suono, e il ginepro
altro ancóra, stromenti
diversi
sotto innumerevoli dita.
E immersi
noi siam nello spirto
silvestre,
d’arborea vita viventi;
e il tuo volto ebro
è molle di pioggia
come una foglia,
e le tue chiome
auliscono come
le chiare ginestre,
o creatura terrestre
che hai nome
Ermione.

Ascolta, ascolta. L’accordo
delle aeree cicale
a poco a poco
più sordo
si fa sotto il pianto
che cresce;
ma un canto vi si mesce
più roco
che di laggiù sale,
dall’umida ombra remota.
Più sordo e più fioco
s’allenta, si spegne.
Sola una nota
ancor trema, si spegne,
risorge, trema, si spegne.
Non s’ode voce del mare.
Or s’ode su tutta la fronda
crosciare
l’argentea pioggia
che monda,
il croscio che varia
secondo la fronda
più folta, men folta.
Ascolta.
La figlia dell’aria
è muta; ma la figlia
del limo lontana,
la rana,
canta nell’ombra più fonda,
chi sa dove, chi sa dove!
E piove su le tue ciglia,
Ermione.

Piove su le tue ciglia nere
sìche par tu pianga
ma di piacere; non bianca
ma quasi fatta virente,
par da scorza tu esca.
E tutta la vita è in noi fresca
aulente,
il cuor nel petto è come pesca
intatta,
tra le pàlpebre gli occhi
son come polle tra l’erbe,
i denti negli alvèoli
con come mandorle acerbe.
E andiam di fratta in fratta,
or congiunti or disciolti
(e il verde vigor rude
ci allaccia i mallèoli
c’intrica i ginocchi)
chi sa dove, chi sa dove!
E piove su i nostri vólti
silvani,
piove su le nostre mani
ignude,
su i nostri vestimenti
leggieri,
su i freschi pensieri
che l’anima schiude
novella,
su la favola bella
che ieri
m’illuse, che oggi t’illude,
o Ermione.

(Gabriele D’Annunzio)

 

La poesia della Domenica

Amici lettori, ecco a voi la poesia della domenica!

INNO ALLA BELLEZZA

“Vieni tu dal cielo profondo

o sorgi dall’abisso, beltà?

Il tuo sguardo,

infernale e divino,

versa, mischiandoli,

beneficio e delitto:

per questo ti si può comparare al vino.

Riunisci nel tuo occhio il tramonto e l’aurora,

diffondi profumi come una sera di tempesta;

i tuoi baci sono un filtro, la tua bocca un’anfora,

che rendono audace il fanciullo, l’eroe vile.

Sorgi dal nero abisso o discendi dagli astri?

Il Destino incantato segue le tue gonne

come un cane: tu semini a casaccio

la gioia e i disastri, hai imperio su tutto,

non rispondi di nulla.

Cammini sopra i morti, beltà,

e ti ridi di essi, fra i tuoi gioielli

l’Orrore non è il meno affascinante

e il Delitto, che sta fra i tuoi gingilli più cari,

sul tuo ventre orgoglioso danza amorosamente.

La farfalla abbagliata vola verso di te,

o candela, e crepita, fiammeggia

e dice: “Benediciamo questa fiaccola!”

L’innamorato palpitante chinato sulla bella

sembra un morente che accarezzi la propria tomba.

Venga tu dal cielo o dall’inferno, che importa, o beltà,

mostro enorme, pauroso, ingenuo;

se il tuo occhio, e sorriso,

se il tuo piede,

aprono per me la porta d’un Infinito adorato

che non ho conosciuto?

Da Satana o da Dio, che importa?

Angelo o Sirena, che importa se tu

– fata dagli occhi vellutati, profumo, luce,

mia unica regina – fai l’universo meno orribile

e questi istanti meno gravi?”

(Charles Baudelaire)

La poesia della Domenica

Buongiorno amici lettori e buona domenica, introdurrò la poesia del giorno con una canzone di Zucchero: Il suono della Domenica, perché in fondo cos’altro può essere una poesia, se non un suono che culla il cuore?

“…a mani tese, verso l’Eternità…”

Buona lettura! 😀

Di che è mancanza questa mancanza, 

cuore,

che a un tratto ne sei pieno?

di che? Rotta la diga

 t’inonda e ti sommerge

la piena della tua indigenza…

 Viene,

forse viene da oltre te

un richiamo

che ora perché agonizzi

non ascolti.

Ma c’è, ne custodisce 

forza e canto

la musica perpetua…

ritornerà.

Sii calmo.

 

(Mario Luzi)

Amico lettore, lasciami la tua poesia…

“Che suono fa la Domenica da te?”

 

La poesia della Domenica

Amici lettori, ecco a voi la poesia della Domenica, buona lettura, e ricordatevi sempre che leggere è salutare! 😀

 

Cito il grande Fabrizio De André:

 

“E sì, anche tu andresti a cercare
le parole sicure per farti ascoltare:
per stupire mezz’ora basta un libro di storia,
io cercai di imparare la Treccani a memoria,
e dopo maiale, Majakowsky, malfatto,
continuarono gli altri fino a leggermi matto.”

 

per introdurvi…

 

 

Invece di una lettera

 

 Il fumo del tabacco ha roso l’aria.
La stanza
è un capitolo dell’inferno di Kruchenych.
Ricordi?
Accanto a questa finestra
per la prima volta
accarezzai freneticamente le tue mani.
Oggi, ecco, sei seduta,
il cuore rivestito di ferro.
Ancora un giorno,
e mi scaccerai,
forse maledicendomi.
Nella buia anticamera, la mano, rotta dal tremito,
a lungo non saprà infilarsi nella manica.
Poi uscirò di corsa,
e lancerò il mio corpo per la strada.
Fuggito da tutti,
folle diventerò,
consunto dalla disperazione.
Ma non è necessario tutto questo;
cara,
dolce,
diciamoci adesso addio.
Il mio amore,
peso così schiacciante ancora,
ti grava sopra
lo stesso,
dovunque tu fugga.
Lasciami sfogare in un ultimo grido
l’amarezza degli offesi lamenti.
Se lo sfiancano di lavoro, un bue,
se ne va
ad adagiarsi sulle fredde acque.
Ma, al di fuori del tuo amore,
per me
non c’è mare,
e dal tuo amore neanche col pianto puoi impetrare tregua.
Se l’elefante sfinito cerca pace,
si stende regalmente sulla sabbia arroventata.
Ma, al di fuori del tuo amore,
per me
non c’è sole,
e io non so neppure dove sei e con chi.
Se così tua avessi ridotto un poeta,
lui
avrebbe lasciato la sua amata per la gloria e il denaro
ma per me
non un solo
suono è di festa
oltre a quello del tuo amato nome.
Non mi butterò nella tromba delle scale,
non ingoierò veleno,
non saprò premere il grilletto contro la tempia.
Su di me,
al di fuori del tuo sguardo,
non ha potere la lama di nessun coltello.
Domani dimenticherai
che ti ho incoronato,
che l’anima in fiore ho incenerito con l’amore,
e lo scatenato carnevale dei giorni irrequieti
socompiglierà le pagine dei miei libri
Potranno mai le foglie secche delle mie parole
trattenerti un momento
per aspirare avidamente?
Ma lascia almeno
ch’io lastrichi con un’ultima tenerezza
il tuo passo che s’allontana.

Vladimir Majakovskij

La poesia della Domenica

Dal cassetto della memoria, profondo oceano di carta crespa, io, poesie, vado cercando… buona lettura amici, che le porte del cuore restino sempre aperte alla musica…

Dicorso all’Ufficio oggetti smarriti 

Ho perso qualche dea per via dal Sud al Nord,
e anche molti dèi per via dall’Est all’Ovest.
Mi si è spenta per sempre qualche stella, svanita.
Mi è sprofondata nel mare un’isola, e un’altra.
Non so neanche dove mai ho lasciato gli artigli,
chi gira nella mia pelliccia, chi abita il mio
guscio.
Mi morirono i fratelli quando strisciai a riva
e solo un ossicino festeggia in me la ricorrenza.
Non stavo nella pelle, sprecavo vertebre e gambe,
me ne uscivo di senno più e più volte.
Da tempo ho chiuso su tutto ciò il mio terzo occhio,
ci ho messo una pinna sopra, ho scrollato le fronde.

Perduto, smarrito, ai quattro venti se n’è volato.
Mi stupisco io stessa del poco di me che è restato:
una persona singola per ora di genere umano,
che ha perso solo ieri l’ombrello sul treno.

Wisława Szymborska

La poesia della Domenica

Amici lettori, ecco a sorpresa per voi, la poesia della domenica, buona lettura amici e ricordatevi che leggere è salutare! 😀

Chi sogna di più

Chi sogna di più, mi dirai —
Colui che vede il mondo convenuto
O chi si perse in sogni?

Che cosa è vero? Cosa sarà di più—
La bugia che c’è nella realtà
O la bugia che si trova nei sogni?

Chi è più distante dalla verità —
Chi vede la verità in ombra
O chi vede il sogno illuminato?

La persona che è un buon commensale, o questa?
Quella che si sente un estraneo nella festa?

(Fernando Pessoa)

Amici lettori, come rispondereste alle domande del poeta?