La Poesia della Domenica

Amici, oggi la mia è una domenica molto ma molto strana e particolare, in cui l’ignoranza mostra quanto sia presente e forte nei cuori di ogni uomo…

…e allora mi affido alla Poesia e con la Poesia invoco l’Amore, ti voglio, ti voglio nel cuore e nel mondo, ti voglio in ogni uomo, e in ogni fiore, in ogni colore che porti Amore!

Dichiarazione

Ti voglio dire,
che ti voglio
dire, che ti
voglio dire, che
voglio dirti, che
ti voglio dire,
che ti voglio.

(Timur Kibirov)

 

La Poesia della Domenica

Buona Domenica amici lettori, ecco a voi le mie emozioni in una poesia…

SAN MARTINO DEL CARSO

Di queste case

non è rimasto

che qualche

brandello di muro.

Di tanti

che mi corrispondevano

non è rimasto

neppure tanto.

Ma nel cuore

nessuna croce manca.

È il mio cuore

il paese più straziato!

(Giuseppe Ungaretti)

A Natale, regala…

Abissi d’Acciaio, Isaac Asimov

Bentrovati amici lettori, eccomi qui per proporvi il libro della settimana, la scelta ricade su Asimov perché tra le mie letture preferite…

 

Non ho mai amato così come adesso i romanzi di fantascienza, e mi dispiace non essermi interessata prima di questi grandi, grandissimi capolavori! Dopo di ciò, non lasciarsi coinvolgere è impossibile.

DESCRIZIONE: 259 pagine

EDITORE: Oscar Mondadori

PREZZO: 10,00 euro

TRAMA NO_SPOILER: Un omicidio crea il caos tra Spaziali e Terrestri, si cerca il colpevole, e tra intrighi, sospetti e inganni si scopre che il dottor Sarton ha creato a sua immagine e somiglianza un robot che…

PARERE PERSONALE: Ho sempre pensato che i romanzi di fantascienza non siano solo trama, non siano solo una storia… ma dietro c’è un mondo possibile, perché no? …magari già vissuto in epoche lontane, magari occultato nei nostri giorni, o lontano anni luce dal nostro spazio-tempo.

La trama di Abissi d’Acciaio è carina, la storia è piacevole da leggere ma la riflessione che vi sta dietro è unica, e rappresenta ciò che potrebbe essere il futuro dell’umanità se viene introdotta e assai diffusa una tecnologia che porta un robot per ogni famiglia, e se viene a svilupparsi una società che, convinta di operare per il bene dell’uomo stesso, porta a delle restrizioni spiacevoli e dei limiti del vivere quotidiano…

Già nel nostro presente vediamo quanto sia spiacevole la convivenza tra uomini, e tra uomo e natura, in cui non si riesce ad aver rispetto, a vivere in pace, possiamo dunque immaginare come possa essere, in questo presente, scorbutico l’uomo nei confronti di altre specie viventi provenienti da altri pianeti, così come possa esserlo nei confronti dei robot considerati come macchine che rubano lavoro!

La fantascienza di Asimov analizza dunque società diverse, Terrestre e Spaziale, dominati da eccessi diversi poiché gli abitanti della Terra hanno creato le città, divenute come prigioni ed il sovrappopolamento crea dunque una carenza di risorse e miseria.

“<<Siete soddisfatti della vita sulla Terra?>>”

Invece gli Spaziali hanno creato una società completamente opposta alla Terra in cui si rischia lo spopolamento.

“<<Il nostro limite è la sottopopolazione. Quanti anni mi dà?>>”

Quindi né l’una né l’altra sono l’ideale, si ricerca un equilibrio. E si cerca soprattutto una soluzione per i terrestri affinché possano superare la crisi dovuta proprio al sovraffollamento.

“<<Noi cerchiamo di introdurre i robot sulla Terra perché vogliamo sbilanciare l’equilibrio economico delle Città.>>”

[…]

“Le labbra di Baley fremevano. <<Mi sta dicendo che cercherete di creare di proposito disoccupazione e declassamento?>>”

L’autore, attraverso alcuni personaggi rilevanti, espone il pensiero di colonizzare altri mondi e dedicarsi alla terra, propone proprio il ritorno alla terra, ma in altri mondi così che l’uomo possa ricominciare da zero, senza creare nuovamente una situazione degenerativa e catastrofica per se stesso. Senza che si ripetano gli stessi errori sia di sovrappopolamento che di sottopopolazione.

…lo adoro! Asimov ti porta a riflettere, a capire il presente, ad immaginare il futuro e lo fa in maniera chiara, gentile, direi quasi filosofica e saggia.

E voi, che ne pensate del ritorno alla Terra, colonizzando altri mondi, mondi abitabili che possano ospitare, perché saremmo ospiti, altre forme di vita, tra cui quella umana?

Ma temo sia ancora presto per un passo del genere, se l’uomo non supera le restrizioni mentali e sociali quotidiane, è impossibile di poter pensare di emigrare in altri mondi abitabili, ricadrebbe nel medesimo errore, e si giungerebbe di nuovo all’autodistruzione…

…ma chissà, chissà se un giorno, quando il concetto di diversità sarà superato, chissà se le cose potranno realmente cambiare in meglio, chissà, per adesso dobbiamo vivere il presente e cambiare il nostro presente, cambiando noi stessi e superando le nostre paure, paure che ci limitano nell’accettare l’altro.

Buona lettura amici, vi lascio con questa canzone, per me poesia…

 

 

 

 

La poesia della Domenica

Amici lettori, Buona Domenica! Oggi splende il sole ma soffia forte il vento, chissà… vento di cambiamento su questa bellissima terra di infinito incanto…

Vi lascio una romantica poesia…

Parigi di notte

Tre fiammiferi accesi uno per uno nella notte
Il primo per vederti tutto il viso
Il secondo per vederti gli occhi
L’ultimo per vedere la tua bocca
E tutto il buio per ricordarmi queste cose
Mentre ti stringo tra le braccia.

Jacques Prévert

E ti stringo nel cuore, terra mia, che tanto mi fai sognare di fuggirti, di scappare via, ma nel cuore sento l’eterno rimpianto…

Allora penso, perché fuggire, perché scappare lontano  quando si può restare e provare a cambiare?

Soffia vento, soffia forte, spazza via la polvere e fai che possiamo respirare aria nuova, aria buona.

Chissà…

Accendiamo un fiammifero nella notte, accendiamo una luce.

La poesia della Domenica

Amici lettori, bentrovati con la poesia della Domenica, oggi ancora splende il sole, il clima è mite e si sta da favola! 😀 Amata Sicilia, bedda terra mia!

La poesia di oggi rispecchia il mio animo un poco tormentato, tra la fuga e l’attesa, l’amore e l’affanno…

Ho scelto dunque:

ATTESA

“C’è una casa di tronchi
con il tetto di tavole, a sinistra.
Non è quella che cerchi. E’ quella
appresso, subito dopo
una salita. La casa
dove gli alberi sono carichi
di frutta. Dove flox, forsizia e calendula
crescono rigogliose. E’ quella
la casa dove, in piedi sulla soglia,
c’è una donna
con il sole nei capelli. Quella
che è rimasta in attesa
fino ad ora.
La donna che ti ama.
L’unica che può dirti:
“Come mai ci hai messo tanto?”

(Raymond Carver)

…ed io mi rivedo in quella donna, con il sole tra i capelli, ed il cuore sospeso, che ama, ma attende, e attende.

 

 

La poesia della Domenica

Amici lettori, eccomi, son tornata! E spero di contagiarvi ancora con la mia carica! Oggi è una splendida giornata di sole e dopo giorni e giorni di pioggia ci voleva proprio! E poi è un giorno speciale speciale perché…
 

…vi lascio con la curiosità! Ma un giorno ve lo dirò! 😛

Per il momento godetevi la poesia del giorno, godetevi questo sole! Dove siete? Siciliani o no, la Sicilia, il suo clima e le sue delizie culinarie vi attendono, come prima casa e come rifugio e come nido a cui fare ritorno… <3

 BUONA DOMENICA

Ode al giorno felice

Questa volta lasciate che sia felice,
non è successo nulla a nessuno,
non sono da nessuna parte,
succede solo che sono felice
fino all’ultimo profondo angolino del cuore.

Camminando, dormendo o scrivendo,
che posso farci, sono felice.
Sono più sterminato dell’erba nelle praterie,
sento la pelle come un albero raggrinzito,
e l’acqua sotto, gli uccelli in cima,
il mare come un anello intorno alla mia vita,
fatta di pane e pietra la terra
l’aria canta come una chitarra.

Tu al mio fianco sulla sabbia, sei sabbia,
tu canti e sei canto.
Il mondo è oggi la mia anima
canto e sabbia, il mondo oggi è la tua bocca,
lasciatemi sulla tua bocca e sulla sabbia
essere felice,
essere felice perché sì,
perché respiro e perché respiri,
essere felice perché tocco il tuo ginocchio
ed è come se toccassi la pelle azzurra del cielo
e la sua freschezza.
Oggi lasciate che sia felice, io e basta,
con o senza tutti, essere felice con l’erba
e la sabbia essere felice con l’aria e la terra,
essere felice con te, con la tua bocca,
essere felice.

(Pablo Neruda)

Lettere a un giovane poeta, Rainer Maria Rilke

Buon inizio settimana amici lettori, il libro di cui vi parlerò è: Lettere a un giovane poeta, di Rainer Maria Rilke.

Rainer Maria Rilker (1875-1926) fu uno dei più importanti poeti tedeschi del XX secolo.

L’edizione proposta comprende tre opere dell’autore, la prima è Lettere a un giovane poeta, la seconda è Lettere a una giovane signora e la terza è Su Dio. 

Ho letto Lettere a un giovane poeta e per quanto mi sia stato consigliato, devo ammettere che non mi ha particolarmente colpito. Sicuramente lo rileggerò, e completerò il volume, ma non è ancora giunto il tempo e per tanto non darò un parere personale.

DESCRIZIONE: 37 pagine

DESCRIZIONE INTERO VOLUME: 78 pagine

EDITORE: Edizioni Clandestine

PREZZO DI COPERTINA: 7,00 euro

GENERE: epistolario

TRAMA_NO_SPOILER: è una corrispondenza di lettere tra un giovane poeta e l’autore.

E voi? Cosa ne pensate? Lo avete letto?

 

Citerò qualche passo che condivido:

“C’è un’unica via da percorrere. Penetrate in voi stesso. Indagate la ragione che vi spinge a scrivere, esaminate se essa estenda le sue radici nel più profondo antro del vostro cuore, chiedetevi se, qualora vi fosse impedito di scrivere, sareste pronto a morire. Questo, innanzitutto; e domandatevi nell’ora più silenziosa della vostra notte: devi io scrivere?”

“Essere un artista significa non calcolare o contare, bensì maturare come un albero, che senza incalzare i suoi frutti, sta quieto nelle tempeste primaverili, ben sapendo che l’estate non tarderà ad arrivare. Essa, però giungerò solo per coloro che sono capaci di attenderla con la serenità di chi pensa di avere innanzi l’eternità. Io lo imparo ogni giorno, tra le sofferenze cui sono riconoscente: pazientare è tutto!”

Ed è sfogliando il libro, alla ricerca delle frasi che mi hanno colpito, che condivido con voi un pensiero di Rainer molto particolare, si riferisce ad un pacco postale contenente un libro che non ha ricevuto:

“Confido non sia andato perso, ma può accadere, se ci si affida al servizio postale italiano.”

Questa frase resta testimonianza nel tempo, ma chissà: un giorno impareremo ad essere responsabili e ben organizzati? Impareremo ad essere onesti? Chissà…

“Lasciate che la vita accada perché, credetemi, essa ha in assoluto ragione.”

La poesia della Domenica

Buona Domenica amici lettori, oggi il tempo mi ispira questa poesia, tra tuoni, fulmini e pioggia…

Domenica perfetta per divano, libro e copertina! E su, perché no? Anche per un gustosissimo cappuccino.

LA PIOGGIA NEL PINETO

Taci. Su le soglie
del bosco non odo
parole che dici
umane; ma odo
parole più nuove
che parlano gocciole e foglie
lontane.
Ascolta. Piove
dalle nuvole sparse.
Piove su le tamerici
salmastre ed arse,
piove su i pini
scagliosi ed irti,
piove su i mirti
divini,
su le ginestre fulgenti
di fiori accolti,
su i ginepri folti
di coccole aulenti,
piove su i nostri volti
silvani,
piove su le nostre mani
ignude,
su i nostri vestimenti
leggieri,
su i freschi pensieri
che l’anima schiude
novella,
su la favola bella
che ieri
t’illuse, che oggi m’illude,
o Ermione.

Odi? La pioggia cade
su la solitaria
verdura
con un crepitío che dura
e varia nell’aria
secondo le fronde
più rade, men rade.
Ascolta. Risponde
al pianto il canto
delle cicale
che il pianto australe
non impaura,
nè il ciel cinerino.
E il pino
ha un suono, e il mirto
altro suono, e il ginepro
altro ancóra, stromenti
diversi
sotto innumerevoli dita.
E immersi
noi siam nello spirto
silvestre,
d’arborea vita viventi;
e il tuo volto ebro
è molle di pioggia
come una foglia,
e le tue chiome
auliscono come
le chiare ginestre,
o creatura terrestre
che hai nome
Ermione.

Ascolta, ascolta. L’accordo
delle aeree cicale
a poco a poco
più sordo
si fa sotto il pianto
che cresce;
ma un canto vi si mesce
più roco
che di laggiù sale,
dall’umida ombra remota.
Più sordo e più fioco
s’allenta, si spegne.
Sola una nota
ancor trema, si spegne,
risorge, trema, si spegne.
Non s’ode voce del mare.
Or s’ode su tutta la fronda
crosciare
l’argentea pioggia
che monda,
il croscio che varia
secondo la fronda
più folta, men folta.
Ascolta.
La figlia dell’aria
è muta; ma la figlia
del limo lontana,
la rana,
canta nell’ombra più fonda,
chi sa dove, chi sa dove!
E piove su le tue ciglia,
Ermione.

Piove su le tue ciglia nere
sìche par tu pianga
ma di piacere; non bianca
ma quasi fatta virente,
par da scorza tu esca.
E tutta la vita è in noi fresca
aulente,
il cuor nel petto è come pesca
intatta,
tra le pàlpebre gli occhi
son come polle tra l’erbe,
i denti negli alvèoli
con come mandorle acerbe.
E andiam di fratta in fratta,
or congiunti or disciolti
(e il verde vigor rude
ci allaccia i mallèoli
c’intrica i ginocchi)
chi sa dove, chi sa dove!
E piove su i nostri vólti
silvani,
piove su le nostre mani
ignude,
su i nostri vestimenti
leggieri,
su i freschi pensieri
che l’anima schiude
novella,
su la favola bella
che ieri
m’illuse, che oggi t’illude,
o Ermione.

(Gabriele D’Annunzio)

 

La poesia della Domenica

Amici lettori, ecco a voi la poesia della domenica!

INNO ALLA BELLEZZA

“Vieni tu dal cielo profondo

o sorgi dall’abisso, beltà?

Il tuo sguardo,

infernale e divino,

versa, mischiandoli,

beneficio e delitto:

per questo ti si può comparare al vino.

Riunisci nel tuo occhio il tramonto e l’aurora,

diffondi profumi come una sera di tempesta;

i tuoi baci sono un filtro, la tua bocca un’anfora,

che rendono audace il fanciullo, l’eroe vile.

Sorgi dal nero abisso o discendi dagli astri?

Il Destino incantato segue le tue gonne

come un cane: tu semini a casaccio

la gioia e i disastri, hai imperio su tutto,

non rispondi di nulla.

Cammini sopra i morti, beltà,

e ti ridi di essi, fra i tuoi gioielli

l’Orrore non è il meno affascinante

e il Delitto, che sta fra i tuoi gingilli più cari,

sul tuo ventre orgoglioso danza amorosamente.

La farfalla abbagliata vola verso di te,

o candela, e crepita, fiammeggia

e dice: “Benediciamo questa fiaccola!”

L’innamorato palpitante chinato sulla bella

sembra un morente che accarezzi la propria tomba.

Venga tu dal cielo o dall’inferno, che importa, o beltà,

mostro enorme, pauroso, ingenuo;

se il tuo occhio, e sorriso,

se il tuo piede,

aprono per me la porta d’un Infinito adorato

che non ho conosciuto?

Da Satana o da Dio, che importa?

Angelo o Sirena, che importa se tu

– fata dagli occhi vellutati, profumo, luce,

mia unica regina – fai l’universo meno orribile

e questi istanti meno gravi?”

(Charles Baudelaire)

La poesia della Domenica

Buongiorno amici lettori e buona domenica, introdurrò la poesia del giorno con una canzone di Zucchero: Il suono della Domenica, perché in fondo cos’altro può essere una poesia, se non un suono che culla il cuore?

“…a mani tese, verso l’Eternità…”

Buona lettura! 😀

Di che è mancanza questa mancanza, 

cuore,

che a un tratto ne sei pieno?

di che? Rotta la diga

 t’inonda e ti sommerge

la piena della tua indigenza…

 Viene,

forse viene da oltre te

un richiamo

che ora perché agonizzi

non ascolti.

Ma c’è, ne custodisce 

forza e canto

la musica perpetua…

ritornerà.

Sii calmo.

 

(Mario Luzi)

Amico lettore, lasciami la tua poesia…

“Che suono fa la Domenica da te?”