La Poesia della Domenica

Amici, oggi la mia è una domenica molto ma molto strana e particolare, in cui l’ignoranza mostra quanto sia presente e forte nei cuori di ogni uomo…

…e allora mi affido alla Poesia e con la Poesia invoco l’Amore, ti voglio, ti voglio nel cuore e nel mondo, ti voglio in ogni uomo, e in ogni fiore, in ogni colore che porti Amore!

Dichiarazione

Ti voglio dire,
che ti voglio
dire, che ti
voglio dire, che
voglio dirti, che
ti voglio dire,
che ti voglio.

(Timur Kibirov)

 

La Poesia della Domenica

Buona Domenica amici lettori, ecco a voi le mie emozioni in una poesia…

SAN MARTINO DEL CARSO

Di queste case

non è rimasto

che qualche

brandello di muro.

Di tanti

che mi corrispondevano

non è rimasto

neppure tanto.

Ma nel cuore

nessuna croce manca.

È il mio cuore

il paese più straziato!

(Giuseppe Ungaretti)

A Natale, regala…

La poesia della Domenica

Buona Domenica amici lettori, oggi il tempo mi ispira questa poesia, tra tuoni, fulmini e pioggia…

Domenica perfetta per divano, libro e copertina! E su, perché no? Anche per un gustosissimo cappuccino.

LA PIOGGIA NEL PINETO

Taci. Su le soglie
del bosco non odo
parole che dici
umane; ma odo
parole più nuove
che parlano gocciole e foglie
lontane.
Ascolta. Piove
dalle nuvole sparse.
Piove su le tamerici
salmastre ed arse,
piove su i pini
scagliosi ed irti,
piove su i mirti
divini,
su le ginestre fulgenti
di fiori accolti,
su i ginepri folti
di coccole aulenti,
piove su i nostri volti
silvani,
piove su le nostre mani
ignude,
su i nostri vestimenti
leggieri,
su i freschi pensieri
che l’anima schiude
novella,
su la favola bella
che ieri
t’illuse, che oggi m’illude,
o Ermione.

Odi? La pioggia cade
su la solitaria
verdura
con un crepitío che dura
e varia nell’aria
secondo le fronde
più rade, men rade.
Ascolta. Risponde
al pianto il canto
delle cicale
che il pianto australe
non impaura,
nè il ciel cinerino.
E il pino
ha un suono, e il mirto
altro suono, e il ginepro
altro ancóra, stromenti
diversi
sotto innumerevoli dita.
E immersi
noi siam nello spirto
silvestre,
d’arborea vita viventi;
e il tuo volto ebro
è molle di pioggia
come una foglia,
e le tue chiome
auliscono come
le chiare ginestre,
o creatura terrestre
che hai nome
Ermione.

Ascolta, ascolta. L’accordo
delle aeree cicale
a poco a poco
più sordo
si fa sotto il pianto
che cresce;
ma un canto vi si mesce
più roco
che di laggiù sale,
dall’umida ombra remota.
Più sordo e più fioco
s’allenta, si spegne.
Sola una nota
ancor trema, si spegne,
risorge, trema, si spegne.
Non s’ode voce del mare.
Or s’ode su tutta la fronda
crosciare
l’argentea pioggia
che monda,
il croscio che varia
secondo la fronda
più folta, men folta.
Ascolta.
La figlia dell’aria
è muta; ma la figlia
del limo lontana,
la rana,
canta nell’ombra più fonda,
chi sa dove, chi sa dove!
E piove su le tue ciglia,
Ermione.

Piove su le tue ciglia nere
sìche par tu pianga
ma di piacere; non bianca
ma quasi fatta virente,
par da scorza tu esca.
E tutta la vita è in noi fresca
aulente,
il cuor nel petto è come pesca
intatta,
tra le pàlpebre gli occhi
son come polle tra l’erbe,
i denti negli alvèoli
con come mandorle acerbe.
E andiam di fratta in fratta,
or congiunti or disciolti
(e il verde vigor rude
ci allaccia i mallèoli
c’intrica i ginocchi)
chi sa dove, chi sa dove!
E piove su i nostri vólti
silvani,
piove su le nostre mani
ignude,
su i nostri vestimenti
leggieri,
su i freschi pensieri
che l’anima schiude
novella,
su la favola bella
che ieri
m’illuse, che oggi t’illude,
o Ermione.

(Gabriele D’Annunzio)

 

Poeti&Scrittori del Val di Noto

Cari amici lettori, bellissime iniziative coinvolgono la Val di Noto, così come questa organizzata dall’editore Francesco Urso di poetare per il centro storico di Noto.

Un percorso che ha visto la partecipazione di molti poeti, in cui, stabilite le tappe: piazza teatro, corso (tra Cattedrale e Municipio) e Scalinata della chiesa dell’Immacolata, poetando, abbiamo creato dei ponti tra i nostri cuori, le nostre parole, e i cuori di ogni altro ascoltatore. Perché “La bellezza che salverà il mondo” è questa: l’arte, e poetando cerchiamo di risvegliare “il poeta estinto” che è dentro ognuno di noi, come un fanciullino, che timido attende di ritornare alla luce.

Accompagnati da chitarra e voce, con la partecipazione di Liliana Calabrese, moglie di Francesco Urso, e con improvvisazioni musicali piacevoli e lodevoli di Francesco Saetta,  i poeti della Val di Noto, e non solo, provenienti da tutta Italia, e qui in vacanza, hanno coinvolto anche i passanti in questa splendida passeggiata di cultura e di barocco.

Non poteva ovviamente mancare l’omaggio della carissima professoressa Maria Lucia Riccioli, alla straordinaria poetessa netina, ottocentesca, Mariannina Coffa. Perché Noto è storia, cultura, da secoli e secoli e Mariannina Coffa meglio rappresenta la poesia, e in particolar modo, la poesia che si manifesta come luce divina e improvvisa.

Piacevolissima serata, ecco a voi un altro articolo ed altre emozioni da condividere con voi.

Buona lettura amici! 😀

Poeti e scrittori del Val di Noto a confronto e PoesiAvola…

…e ricordatevi: leggere è salutare! Ciao! 😀

Mia V.